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Posted On October 2, 2012 at 10:12 pm by /

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J'ai de suite fait passer à leur adresse celles qui y étaient jointes. L'Université de Turin a perdu en toi un Professeur qui aurait pu l'honorer par ses talens et sa doctrine, et les élèves un maitre habile qui leur aurait pu donner Ies instructions les plus utiles. Mais voilà le monde, comme il est fait! Le bien n'est que dans nos désirs et la réa1ité ne va qu'au gré de l'aveugle fortune.

Non ci sono chiari i motivi dell'insuccesso, anche se non è fuori luogo ravvisarvi il frutto di una persistente diffidenza politica. Quale fu il comportamento politico del Bongioanni sotto! Ma a quella sola manifestazione, del tutto esteriore ed ufficiale, si riduce la sua partecipazione alla vita politica, negli anni in cui la professione lo aveva ripreso? Parrebbe di no, da alcune informazioni giunte molti anni dopo alla polizia austriaca di Milano e costituenti oggetto di un carteggio scambiato nel novembre fra la polizia di Milano e la Polizei hof Stelle di Vienna.

In quel carteggio trovasi un estratto di letteserait un événement heureux pour toi si tu pouvais etre nommé Professeur à Genesj son Université ferait sans doute une acguisition précieuse.

Mais je ne crois pas qu'on puisse influer d'id sur Ies nominations gu'on fera à cet ègard, car elles se font à Genes par S.

Je crois aussi que S. Quant à la piace de Principal dans le Pensionnat de l'université, elle te conviendrait sous tous Ies rapports et tu y as tous Ies droits. TI a été pénétré de la force de mes raisonnemens et de la justice de ta demande. TI m'a assuré plusieures fois gu'il en aurait parlé au Ministre avec le plus vif intéret. J'ignore ce que celà produira, mais je suis persuadé gue Mr.

Fourcroy, qui m'a parlé de toi avec éloge, fera tout ce qu'il dépend de lui, pour te faire accorder la piace dont il s'agit. Quant à moi je le désire de taut mon coeur, et je regrette bien vivement de n'avoir que de faibles moyens pour te faire rendre toute la justice gue tu mérites. Ne m'oublies pas, je t'en prie, auprès des personnes qui veulent bien avoir de la bienveillaince pour mai, et crois-moi pour la vie ton ami.

Mon ami, Paris, 8 avril Il n'y a gue quatre à cinq jours que j'ai reçu ta lettre du 7 février dernier. TI n'y a encore rien de nouveau relativement à l'université Imperiale. Du moins je n'en ai pas entendu parler à personne. On ne connait rien non plus sur le mode de cette orgarusation, si ce n'est ce qu'on a publié dans les journaux, il y a quelgue temps, et on ne sait jusqu'à guel point cela peut etre vrai.

Aussitot qu'on connaitra quelque chose de positif, je ne manquerai de te le marquer. Tu me feras alors connaitre tes vues et je ferai tout ce qu'il dépend de moi pour Ies remplir. Je désire aussi gue tu t'adresses à Mr.

Le coeur me saigne à te voir dans cet état. Je ne serai conteot que lorsqu'on t'aura rendue toute la justice que tu mérites. Je te prie de ne me pas oublier auprès de nos amis communs et de croire aux sentimens de me inviolable attachement. Dopo la caduta di quel governo rimase in Genova come particolare. Al tempo che Buonaparte era all'isola d'elba, il suddetto Bongiovanni teneva corrispondenza viva col suddetto Euonaparte o suoi Agenti in gueli'isola; i plichi che egli riceveva si leggevano in casa di un certo Angelo Solari che fu poi trasport-ato a Fenestrelle come prigioniero di Stato.

I suddetti plichi non venivano aperti se non vi era un certo avv. Braida piemontese, il quale era presidente della Corte Imperiale egualmente al tempo dei Francesi, certo Azuni sardo, Presidente della Corte Imperiale nel Civile e certo Andrea Montebruni, già colonnello al servizio del Regno d'italia, il quale fu trasportato a Fenestrelle unitamente a Solari. XII molto probabilmente il numero della cartella è errato ; e che ancora riporta di quel carteggio un'altra informativa senza firma, in cui si parla del nostro: Felice Bongiovanni è uno dei Patrioti Piemontesi dei più accaniti.

Egli è stato considerato sotto il Governo di Napoleone di cui si era fatto partigiano. Travasi attualmente a Genova, dove gli è permesso restare tranquillamente. È uomo pieno di cognizioni, probo, di una sana morale, è maritato; i suoi costumi sono quelli di un uomo saggio. Nonostante le ricerche effettuate non ci è stato possibile confermare l'interessante notizia della provvisoria sua emigrazione in Corsica, come non la conferma il MICHEL nei suoi studi: Esuli e cospiratori italiani in Corsica, e Gioacchino Mura!

Storico di Corsica ;" Cfr. Tali erano stati a Genova Ferdinando Dalpozzo, Presidente della Corte d'appello di Genova nel e di nuovo nel ; e Francesco Braida, nel Presidente della Camera d'appello della Polizia correzionale e della Corte. Era dunque possibile che il Bongioanni fosse divenuto fautore di Napoleone e che la delusione unitaria e lo scetticismo, che si esprimono nelle sue memorie del , si fossero via via tramutati in nuove speranze e in nuovo desiderio di azione per il vecchio indipendentista, dopo che l'esperienza amministrativa dell'impero avevj allargato i confini del vecchio Piemonte e aperto a lui stesso maggiori possibilità di carriera.

Non è neppure da escludere che la successiva partecipazione del Bongioanni - come si vedrà - a società segrete sotto la Restaurazione fosse la continuazione in termini nuovi di una sua passata consuetudine con i circoli del massonismo napoleonico cfr.

Correvano gli anni dei rinnovati entusiasmi unitari, favoriti non senza contraddizioni dalle occasioni offerte dal Murat, dal Bentinck e ancor più dal Bonaparte.

Osserviamo ne, oltre al Bongioanni, gli altri individui partecipi. Dal Re di Sardegna fu relegato alle Finestrelle sulla fine dell'anno scorso, e sono circa quattro mesi che fu posto in libertà. Ma quali furono le ragioni del duplice arresto del Solari e del Montebruno? Abbiamo infatti rinvenuto presso l'archivio di Stato di Torino le suppliche dei due suddetti per la scarcerazione, corredate da un' ampia descrizione della loro vicenda, con i pareri delle autorità.

Diceva dunque tra il resto il parere del conte Deijeney [sicl, del 15 gennaio Solari manteneva una continuata segreta corrispondenza con il generale Druot, il quale aveva accompagnato Bonaparte all'isola d'elba, e lo aveva seguito nel suo tentativo in Francia. Ed a proposito del secondo di essi, continuava: Inoltre su Andrea Montebruno arrestato il 29 giugno in Genova, e tradotto in Alessandria e quindi a Fenestrelle per ordine del ministro dell'interno, conte Vidua, il fratello di lui presentava un memoriale di difesa in cui contestava i varii capi di accusa.

E di loro impegno di divulgare le glorie, il carattere e la somma militare condotta di Napoleone. Si aggiunge che egli è sempre un colosso e che [ A questa società' rivoluzionaria, in posizione preminente doveva appartenere l'azuni, se l'informatore scriveva il 12 ottobre: Del Braida indipendentista, non abbiamo che una breve nota dell' agente Frizzi della polizia austriaca di Milano 15 agosto , che già abbiamo visto essersi espresso sul Solari.

Essa dice di lui: Sotto il Governo di Bonaparte fu Procuratore imperiale di Genova. Ha sostenuto questa carica delicatissima con molto decoro e somma integrità. Ora perseguitato dal Governo piemontese e non ebbe nemmeno la soluzione. Del Bongioanni soltanto, tra i personaggi menzionati dal rapporto del 22 novembre alla Polizei ho! In una lettera de1 16 novembre al Revel l'informatore ancora scrive: Né le carte familiari, né gli archivi di Genova, di Milano e di Torino, da noi consultati, ci hanno fornito elementi di illuminazione.

Luigi Corvetta e Melchiorre Delfico". Nonostante tali lacune, ci pare di poter concludere che la conferma che ci danno i documenti della fisionomia rivoluzionaria degli altri indiziati, del loro armeggiare indubbio in senso unitario e napoleonista, e la constatazione che tra di essi sono i più eminenti rappresentanti di quella magistratura ligure in cui il Bongioanni lavorava e viveva, non possono non indurci a individuare nel nostro memorialista un attivo partecipe, se non uno dei capi, delle manovre italianiste che miravano nel a fare del Bonaparte il vessillo e la guida del movimento.

Nell'elenco dunque, che seguiva, dei Vescovi o sia presidenti delle Camere e Tribù, figuravano tra gli altri: Il nome del Bongioanni è qui accompagnato da vecchie e nuove conoscenze: E vero che di costoro alcuni nomi probabilmente sono inesatti.

Il Molfino Matteo era nipote di quel Giuseppe Assereto, qui pure nominato e già più volte citato nelle lontane lettere del Fantoni. L'Assereto era stato membro del Governo prowisorio genovese del , della Commissione di Governo del e successivamente maire di Rapallo. Lo Scribanis citato, possidente di Chiavari, poteva anche essere quel Domenico Scribanis nato a Chiavari nel e partecipe della Missione patriottica, mandato a istruire democraticamente il popolo della riviera di ponente, professore universitario della cattedra di fisica, pur esso ricordato nel carteggio del Fantoni"'.

È superfluo infine soffermarsi sul nome del Mazzuccone, il rappresentante di Genova a Torino durante il Governo prowisorio piemontese del , caduto in sospetto delle autorità francesi per i suoi sentimenti antidirettoriali e unitari. Tutta questa compagnia, distintasi per il suo repubblicanesimo non conformista, indipendentista od unitario, awalora la partecipazione del Bongioanni alla società segreta di cui pure esso sarebbe venuto a far parte.

AR o Concistoriali, apre serii problemi sulle contraddizioni terminologiche e sostanziali che essa rivela.. Unione IndIpendenza o morte. Una salus Italiae, Populorum federatio. Anglica constitutio, aliter bellum civile, mors et genus calamztatum AR è quella professata dai nostri antichi padri ed è l'unica che possa fare la felicità degli Stati L..

Per la religione ogni buon cattolico deve usare un rispetto particolare ai ministri suoi Illustrava ancora il Dolce che s'era persino affiliato alla setta per meglio spiare! AR ossia setta dei Sanfedisti, detti anche Concistoriali [ Ma ecco che una lettera posteriore del Dolce da Roma, dell'ottobre , formsce una chiave al problema: Sulla nuova setta il carteggio della Presidenza di governo nell' Archivio di Stato di Milano è ricco di documentazione. È ancora il Dolce che nel rapporto del 15 novembre precisa: Questa setta è nemica giurata della Concistoriale e non è menomamente propensa né per il Duca di Modena né per il Principe di Carignano [il corsivo è nostro].

Tutti coloro che hanno brillato nei democratici tempi e sotto al regime di Napoleone sino al giorno della sua caduta, sono pressoché tutti divenuti ora guelfi, non solo in Roma e negli stati Romani, ma anche da per tutta l'italia [ Essi principalmente si orientavafio verso! Interessanti sono ancora i seguenti passi, all'atto Riteniamo che con il murattismo di alcuni suoi capi, con il ricercato appoggio del Bentinck e dell'inghilterra, a cui persino si parlava di cedere in compenso Sicilia e Malta, possa avanzarsi l'ipotesi di trovarci di fronte ad una atipica organizzazione carbonara salita dal centro-sud al nord.

A questa qualificazione carbonara della setta guelfa contribuirebbe il verbale di interrogatorio di un informatore, trasmesso dal Metternich al Conte di Sauran a Milano il 9 settembre , ave si legge: Che relazione hanno i Carbonari con i Guelfi? Dopo quanto si è notato ci pare di poter concludere che il gruppo del Bongioanni e dei vecchi indipendentisti, che abbiamo veduto elencare dal Dolce nella setta dei Concistoriali salvo poi a ricredersi per un certo numero non precisato di essi , non solo non appartenesse, per la con traddizione intrinseca, alla Congregazione c.

In terzo luogo la costituzione guelfa, posseduta dal Frediani, è del , e poco si accorda nei suoi sentimenti filoinglesi e antibonapartisrici con la fisionomia di quegli unitari che poco dopo si sarebbero impegnari nella avventura napoleonista.

Dovrebbe essere infine provato che le tendenze federalistiche, proprie dei Carbonari che i Guelfi dirigevano secondo le notizie trasmesse dal Metternich o quanto meno fiancheggiavano, non turbassero i piani degli unitari napoleonisti. Anche il Dolce insisteva sulla qualificazione carbonara dei Guelfi: Vi figuravano molti ricchi negozianti, banchieri e possidenti.

Fra gli altri erano elencati per Torino: Della Torre, Andreis maggiore degli zappatori, un gruppo di ufficiali sardi indicati in un rapporto del Gifflenga, il banchiere Nigra. Per Genova erano ricordati, fra gli altri, un tal Babeuf negoziante, il console di Svezia, Girolamo Serra e i possidenti Costa e Paretto. A ben considerare, tutta questa confusione terminologica e di linguaggio, a CUI 51 accompagnava una eterogenea commistione di adepti, vale a confermare quel che ancora diceva il Bersano nel suo precedente basilare lavoro" che cioè il principio fondamentale dell' Adelfia che una volta per tutte iden: In questo spirito l'adelfia, che nel noi ora potremmo dire aveva mutato il suo nome in quello di Sublimi Maestri Perfetti, animava i suoi adepti a stringersi con le altre sette, per trarne le fila nelle mani dei propri capi; e poiché in gran patte d'italia era diffusa la Carboneria, l'adelfia si era compenetrata con essa, senza pur confondervisi totalmente.

Sarebbe ancora da superare la difficoltà della inconciliabilità dei nostri con la fisionomia nettamente antibonapartista della Adelfia-Filadelfia, per quanto l'appartenenza a quest'ultima risulti di due anni dopo, una volta tramontato l'astro napoleonico e quando i buoni napoleonisti del '14 già avevano avuto il tempo di ricredersi sul loro idolo, come vedremo accadere al Bongioanni. Ma anche qui ci conforta l'interpretazione dell'ultimo lavoro del Bersano, che preferiamo riportare integralmente: Come Napoleone despota era stato abbattuto dalla rivolta delle Nazioni ' in Napoleone reduce dall'elba avevano invano sperato i popoli delusi Alla caduta di Napoleone il nostro intraprese forse un viaggio prudenziale in Corsica, secondo quanto riferisce il secondo anonimo informatore della Polizei hof Stelle cfr.

Ad ogni buon conto l'infatuazione napoleonica nel Bongioanni non doveva aver avuto vita lunga se, annotando la Giandujeide, esprimeva la sua disapprovazione per il comportamento di Napoleone, che aveva subordinato l'unificazione d'italia ai suoi disegni e favorito indirettamente il partito del Papa". Fu questa quasi certamente l'ultima partecipazione politica attiva del Bongioanni. Negli anni che verranno egli continuerà a vergare, per sé e per pochi amici, manoscritti critici e polemici, continuerà a deplorare e a motteggiare, ma non più si avrà di lui uno scritto politico pubblico, neppure una lettera in tutto l'epistolario che tradisca un'azione o un'intenzione politica.

ASM, Presidenza di Governo, cart. XI, , o A p. Napoleone poi, senza ricorrere a tali miserabili sotterfugi, per ottenere l'intento suo avrebbe dovuto cercarlo apertamente e since ramente, manifestando che il dominio Pontificio si trovava incompatibile collo stato politico d'italia.

Ma per acquistare maggior fondo di ragione in tal punto, ed insieme il suffragio universale, avrebbe prima dovuto formare di questo bel paese una sola Nazione, e provocare cast la generosità dello stesso Pontefice a non essere il solo a frapporre ostacolo a questo risorgimento dalla comune patria desiderato. Senonché la diffidenza che ispirava al restaurato sovrano ed agli uomini del suo governo era tale, che egli fu lasciato supplice inascoltato per molti anni, mentre accuse e denuncie di connivenza con i nemici del re - vere o immaginarie che fossero - lo dovevano insistentemente perseguitare.

Rimase dunque senza impiego dal sino al riordinamento dei tribunali nel , allorché fu nominato assessore aggiunto al tribunale di Prefettura di Genova e poi avvocato fiscale presso quello di Savona". Incarico questo da cui fu nuovamente sospeso per vari sospetti che si adunarono sul suo capo, fra i quali quello di intrattenere corrispondenza con i capi degli emigrati"; accusa che egli dichiarava non sappiamo se a ragione senza alcun fondamento, mentre attribuiva la sua disgrazia ad ordini diretti del re Carlo Felice, per istanza della regina Maria Teresa, consorte del fratello di lui, Vittorio Emanuele".

Quali fossero stati in realtà i sentimenti del Bongioanni verso la coppia reale, sino a provo carne il risentimento, si vedranno nella Giandujeide. CosiccM egli sarebbe stato, per il suo agire politico, avversato dai francesi e premiato addirittura dalla controrivoluzione del: La sua l""ata di SC, ; di contro l'annessione, nel lontano , era ora da lui mlsconoscluta nelle sue llltenzioni repubblicane, e barattata come difesa del vecchio Piemonte; il che era in parte vero, ma non nei termini che la contingente convell1 nza ra li e: Ed ancora affermando di essere sempre stato fedele al suo!

Analoghe espressioni e consimili temi tornano nelle lettere al rj. Salu zo, figlio del suo presunto benefattore'"': Ovviamente la disgrazia di cui il B. Epistole e scritti familiari.. Roget de Cholex, s. Saluzzo, Cuneo, 10 giugno. Sarebbe sufficiente seguire il sommario, premesso ad ogni canto, per avvertire quale fragoroso riso farsesco l'autore sollecitasse dai suoi lettori a spese dei sovrani, della corte, dei maggiorenti più in vista, dei conventuali e dei gesuiti.

E neppure sono risparmiate libertine lepidezze e spregiudicatezze illuministiche, proprie di un paese e di un secolo ormai diverso, il cui retaggio qui è largamente accolto. Se un sovrano sapesse veramente e il non saperlo ell'è ignoranza crassa Che di quanto egli tien, dritto ha su niente, Perché proprietà è della massa, A cui rubollo scelleratamente Un antenato 'suo boja e fracassa, Ci smungerebbe almeno con creanza E non col soprappiù dell' arroganza!

Onde avviene che subito s'affacci Nei regi stati una cotale schiera Con certi rilassati cappellacci, Come portano i ladri verso sera, E del pari sospetti mantellacci, Da sommo ad imo tutta nera nera, Che ad ingombrar le strade vien condotta, Come talor la setolosa frotta Al quale passo segue un profilo satirico delle origini monastiche: Nei tempi appunto d'ignoranza nacquero I Cenobi, Certose, Eremi o Trappe, In cui per tutta la lor vita tacquero I visionari arrandellati in frappe, E per un passatempo si compiaccj'uero Di flagellarsi ad ora ad or le chiappe, Quasi, battendo il deretan conquiso, Spalancarsi dovesse il Paradiso.

X, otto , Ibid. X, ott , ,. È su tal base, confessar vi devo Che mi sembrano quasi criminose O assurde almen le penitenze oziose lo!. Mentre la religione stessa invita ad eguaglianza di diritti e a impulsi di socialità: Tutti dobbiam, col braccio e coi consigli Giovare a noi, non a colui che regna: La scienza di Dio dai Canonista Esser cangiata in una glossa stitica, O far puntello al Trono, affinché questo Le rimettesse la cavagna in sesto.

Giacché s'intrometterono fra Dio E l'uman core, questi venni neri Non avrebber dovuto, a parer mio, Confonder tanto Crocifissi e ceri, Né far pagar del Paradiso il fio, Mantenendo una fabbrica di veri, A cui chj non dà fede è maledetto Per sette volte nel fecondo letto!

Intesa a quest'azione politica, di remora al progresso e di servizio reso ai tiranni, non solo in realtà è stata la chiesa di Roma, giacché la Santa Alleanza ha trovato strumento e sostegno pure nelle altre chiese dei paesi associati: E dopo i re, tali per diritto divino, e la Chiesa, auspice al loro incontestato potere, i principi e i nobili cadono sotto la satira e la condanna giaçobina.

Il privilegio non conferisce solo onori e ricchezze ma garanzia dai pericoli della guerra, del cui successo il merito andrà invece solo ai grandi: E che quindi il volgar sua vita spende Pel nobile, che celasi, o si tinge Di codardo pallor dell'oste in faccia, Mentre non sa che andar di tordi a caccia? Devesi poi l'onor della battaglia Ai capi, che non han corso pericolo: Se questi è Wl veterano, Wl'anticaglia, E quegli un bimbo ancor, saria ridicolo Che di tali minuzie la plebaglia Si potesse valer, come amminicolo Per elevar qualche pretesa ardita, Sol per avere esposta la sua vita!

Ci limitiamo a riportare alcune ottave, ed in primo luogo quelle che ricordano le nuove imposizioni dello Stato confessionale: XVI, otto , Ibid. E cominciando da dissopra il tetto, Vogliam che si riguardi come un mostro Chi non soddisfa al Pasqualin precetto: Al quale ogni qualunque Uffizial nostro Intendiamo che debba esser costretto, E ci sia il renitente a dito mostro: Al contrario, chi porta il collo torto, Checché succeda, non avrà mai torto o O le disposizioni che rièonfermano in odiosi segni esteriori la sopravvenuta disparità dei culti: Vogliamo poi che il prete solo noti La nascita, il coniugio ed il martora, Perché san cose di poco momento.

Per render più corrivi i matrimoni Celebrar si potranno in clandestino, Coram curato e un par di testimoni A norma del Concilio Tridentino: Rimettiamo alla Curia Vescovile Le sagrosante cause del divorzio E un prete esperto, nell'antico stile, Vedrà se la tal donna è da consorzio, Se il tal uomo è misero e sottile, E puote aver bisogno di rinforzio: Insomma, si farà nanti la Curia Giudizio d'abbondanza o di penuria 11 ,.

Rinnoviamo le antiche investiture Dei Feudi, e i famigliar fidecommissi; Le venerande primogeniture, Già seppellite nei profondi abissi, Qual sognata cagione di sciagure: Vietiam che alcuno al nobil ceto ascritto Subir possa giammaj pene infamanti, Giacché il nobil santifica il delitto, Ne' puote andar confuso coi birbanti: O poi le paradossali storture del nuovo diritto penale, come la commmazlone del supremo supplizio per il reato multiplo, anche se COStituito da una serie di falli di lievissima entità: Puniamo anco di morte la bestemmia Pcr darc al boja una maggior vendemmia Ibid.

Annota in calce l'autore: A chicchessia, senza distinguer niente, Imponiamo la pena capitale Se mai rendasi in duello combattente, Ed anche al suo padrino, o vuoi sensale: E autori -si terran d'un tal servizio, Facendolo per via d'altre persone, Anzi, vogliamo che tal norma domine, Che loro basti di comprar le nomine Anzi, a rigore di termini, se un iagliaborse fosse colto sopra una fiera con cinque oggetti appartenenti a diverse persone dovrebbe essere punito di morte!

Simile raccapriccio avendo luogo negli animi dei danneggiati, per poco che essi siano di tempra sensitiva, ne segue una generale repugnanza a denunziare i furti domestici, e quindi una più che probabile impunità dei medesimi. Ed ecco, dove conducono le leggi barbare! Convien ben dire che l'e.

Ossen'a in nola l'a.: Perché si puote dai castelli in aria Trascorrere a parlare di politica, Materia troppo delicata e critica. Vietiamo a suan di tromba speciahnente Le congrege dei Franchi Muratori, Dove confusi sran promiscuamente Poveri e ricchi, stupidi e dottori: Di questa setta non sappiamo niente, Ma usar convien con lei grandi rigori, Appunto perch'ell'è di specie ignota, E, da quanto ne appar, poco divora l2l.

Con il che, l'editto si conclude ed il re si firma: Del resto o figli, standoci confitto Nel cor paterno il pubblico vantaggio, Rinnovare intendiam, con questo Editto, Il cumulo di leggi antico e saggio Che fu dai Galli poco fa proscritto.

Essi saranno in grado di conoscere a quale profondità di tenebre noi siamo ripiombati in mezzo a tanta luce del secolo, e malgrado l'universale grido d'indegnazione; il quale perseverando, ed accrescendosi, ed accordandosi all'irresistibile impulso delteva pagare, questa autorizzata compra di nomine venne abolita con Regie Patenti del Ma perché rimetterla in vigore, quando se ne doveva pienamente conoscere tutta l'assurdità?

Perché lasciarla sussistere ancora per quattro anni? Altronde, ancorché riuscissero eccellenti, non sarà men vero tuttavia che per effetto di caparbia ignoranza o malafede, una delle più colte Nazioni venne risepolta e mantenuta nel fango della barbarie pel corso di sette anni, supponendo la sperata innovazione più prossima di quella che siavi apparenza nel momento in cui scrivo. Ora, cotesto obbrobrio continuo è purtroppo notevole abbastanza per meritarsi J..

I noti moti degli studenti nel , che finirono nel sangue quando nel cortile dell'università di Torino essi protestarono perché fossero liberati i loro colleghi arrestati, ispirarono la vena poetica del nostro, in brevi composizioni posteriori alla Gùmdujeide: Poveri figli incauti, Inermi, soli, e da amistà guidati, Chiedeste i soci, che fors'anche adesso Saranno giunti al lar penoso esilio!

La pena soffron di supposto crime: Figli infelici, ah, mai creduto avreste tanta barbarie, voi d'ogni arma privi, Tranquillamente radunati, all'ombra Della magion de' studi i neri inganni Diretti contro voi non scorgevate!

I figli tuoi inermi ed innocenti San feriti, svenati e stesi al suolo: E che diran le genti? Univenità di TOrl no, 15 gennaio. Riappare altrove l'esaltazione dell'idea unitaria, in termini non insensibili ai delli classici dal Leopardi all'alfieri; ma qui l'invocazione all'italia perche nsorga ed acquisti consapevolezza di sé, è quella del vecchio patriota giacobmo,.

In calce ai versi l'a. È tempo che del reo sangue lor vada Tinta tutta la terra: Quella azione di conciliazione che i giovani patrioti romantici avevano avuto in animo di realizzare tra dinastia e movimento liberale, quasi sotto lo scettro di Vittorio Emanuele I potesse architettarsi il sogno di un regno italico del nord, è ancora lontano dalla mente del Bongioanni.

La linea che si diparte dagli uomini come lui, repubblicani anche moderati che hanno guardato con fiduciosa intransigenza alla rivoluzione di Francia, conduce a Mazzini, assai più che a Cesare Balbo e agli altri moderati piemontesi.

Ardeva in essi certo inesausto spirito ribelle che, forgiato nella cultura dei lumi e messo a prova dalle lotte sostenute nel lontano repubblicanesimo subalpino, li escludeva dal dialogo fiducioso dei moderati verso l'evolversi degli istituti esistenti. Scrive assai bene Ettore Passerin, del perdurante radicali- Ibid. In parte dalla critica voltairiana o dall'astratto egualitarismo settecentesco ripugnante la pr11lla ad accordarsi con lo spirito religioso del Mazzini e lontano il secondo dal caratterizzare le opinioni socialmente moderate del Bongioanru ; ma SI distingueva per l'intransigenza repubblicana e l'accesa coscienza in.

Negli scritti del Bongioanni persiste, ancora dopo il , l'irriducibile guerr ai r ; e. Sono i medesimi sentimenti autonomistici, espressi in nocciolo e coraggiosamente dal nostro memorialista, sin dai giorni della progettata annessione del PIemonte alla FranCIa, nel febbraio Per constatare tale permanenza di OplnlOru sotto la monarchia restaurata, basti scorrere alcune delle note aggiunte alla Gzandu;etde, come la seguente su Luigi Angeloni, autore nel di un Saggio sulfordinamento dei Governi d'italia: Bentinck, i di cui proclami erano almeno tanto bugiardi quanto quelli del Bonaparte; ed ammoniva i Re della Santa Alleanza a voler lasciare che l'italia riunisse una volta il suo tritume di staterelli e divenisse nazione indipendente.

Nel le Provincie Italiane erano tornate tutte sotto il tallone di Regoli vigliacchi che altro in é d'italico no, n avev no a 'infu? Gli uomini del , dop? Alle manifestazioni di irriducibilità repubblicana, di volontà indipendentistica e di autonomismo rivoluzionario, s'accompagnavano nel Bongioanni qualità politiche di intransigenza, talora più prossime a posizioni di impulsivo moralismo patriottico che alla misura di una ponderata progettazione politica.

Vi prevale infatti l'aspra critica della proteiforme fisionomia politica del vecchio collega, a scapito della ricerca diligente delle cause che, a tale oscillante condotta, avessero potuto indurre lo storico. Anticipando la delusione dei ricercatori risorgimentisti verso quelle oscillazioni, il Bongioanni per primo le condanna e non aiuta a comprenderle, come avremmo potuto sperare da uno scrittore contemporaneo partecipe degli stessi problemi. Ed il Bongioanni ricorda i grandi esempi e stabilisce confronti: Ancor più l'offende del Botta l'abbandono dei sacri principii, ostentato nella sua Storia, nei quali il Bongioanni sul ancora indubbiamente crede.

Il che non era altro che il vecchio atto di fede nell'insegnamento cosmopolitico della Francia illuministica e rivoluzionaria, che il Bongioanni aveva pronunziato negli ormai lontani Mémoires, quando aveva voluto distinguere tra la scelleratezza degli uomini e l'eternità dei principii.

Sulla volubilità politica, frutto d'inconseguenza, il Bongioanni torna a ribattere, indignato che il Botta grottescamente demolisca la figura del Bonaparte, la cui protezione egli aveva pure accettata: Era questo nel '99 il partito su cui dovevano esercitare la loro influenza uomini come il Riccati ed il Bongioanni; che coordinava - come s'è visto - la sua azione con l'emissario cisalpino Fantoni; che affilava le sue armi nell'adunanza patriottica, e che doveva contare su un più largo seguito di singoli e di gruppi, di quanto il Botta - che s'era ufficialmente dichiarato per l'annessione - intendesse di fare apparire.

Spiace soltanto che alla lacuna narrativa non abbia provveduto lo stesso testimone Bongioanni, che delle forze dell'opposizione doveva essere informatissimo, come dà a vedere nei pochi accenni pertinenti. Pinelli , pentito del falli e delle Imprudenze repubblicane della sua giovinezza.. Non certo in questo disincantato atteggiamento era la statura di un eroe, ma neppure - a ben vedere nelle più modeste dimensioni dell' oggetto ch' egli intendeva perseguire - gli estremi di un pubblico inganno e di una scandalosa compromissione politica.

Sulle vie della ritirata militare nel '99, quando i villani si erano levati in armi per punire gli occupatori in ripiegamento delle loro malversazioni e delle loro ruberie, il Bongioanni aveva tenuto a distinguere dinanzi a obiettori monarchici, il buono dal cattivo, le scelleratezze degli uomini dai principii che non periscono: Circolazione delle idee di civiltà nel mondo e superamento delle suscettibilità e delle grettezze nazionalistiche, circolazione che nel Bongioanni era retaggio del cosmopolit- Cfr.

Gli albori della coscienza nazionale, che si esprimevano nel Bongioanni, come nella non vasta cerchia dei piemontesi unitari del , segnavano, anche per questo, il momento di transizione dall'universalismo razionalistica settecentesco al binomio, nazione-umanità, dell' ottocento.

On assurait meme que Joubert était déjà en route et on marquait le jour dans lequel il devait etre à Turin. Il concerta meme avec queiqu'un des plus intimes patriotes l'exposition que j'aurois à faire des désordres de notre malheureux pays, et de la manière d'y pourv01t.

Je partis sur mon petit et jeune cheval, averti d'avance par l'ami Vescovo que j'aurais eu bien de la peine à en tirer parti. Mais comme mod dessein c' é tait d'aller seulement jusqu'à Sant'Ambrogio, je crus de pouvoir profiter de cette monture.

Malheureusement j'eus la sorte de faire presque tout mon chemin à pied, car le cheva! Je restai à Sant'Ambrogio deux jours et trois nuits, dans cette inutile attente. Je passais mon temps à lire l'henriade de Voltaire, l'ayant portée dans ma poche, et laquelle malgré ce qu'en disent les Français je ne trouvais nullement comparable aux chefs-d'oeuvre de Virgile, du Tasse et de Milton.

Au bout du second jour, étant à mon auberge près du feu car il faisait froid encore je vois arriver une multitude d'offiders Français, qui venaient de Genève et de Strasbourg. C'est par eux que j'entendis les revers essuyés par l'armée du Rhin.

Ils ignoraient tout-à-fait ce qui venait d'arriver en ItaIie, comme j'ignorais moi-meme que les désastres des Républicains fussent si grands et si générals. Parmi ces offiders, il y en avait un avec lequel je fis une liaison plus particulière.

Il était logé à une autre auberge, mais il s'était rendu au mien pour jouir de la compagnie. Il m'invita à baite une bouteille, et nous allames, à cet effet, à son logement, OÙ il me disait que le vin était meilleur. Tandis que nous causions ensemble, et que j'augmentais avec lui d'amitié et de connance, je jugea à propos de lui découvrir le sujet de mon voyage, en m'informant de lui si véritablement J oubert était destiné pour le Commandement de l'armée d'italie.

Et lui, repondant à son tour à ce trait de franchise, me dit qu'il venait de Paris, où il avait été envoyé par Championnet, dont il était Aidecamp: Les choses étant dans ce état je resolus de m'en retourner à Turin, en profitant de la compagnie de l'offider que je viens de nommer. Je fus étonné par route de rencontrer une si grande quantité de militaires débandés, qui étaient dirigés envers la France.

Mais ma surprise a été bien plus grande lorsque j'arrivai à Turin. Mon Français compagnon de voyage n'était alarmé que pour son équipage, l'embarras de sauver son cabriolet parmi les montagnes et la difficulté de trouver un bon logement dans une ville si remplie de troupes, d'étrangers et d'espions, tei qu'il était Turin à cette époque.

Je le tirai moimeme de ce dernier embarras, en lui procurant du Bureau de PoIice des billets en blanc, que nous pouvions rempiir à notre fantaisie.

Nous roulàmes ensemble toute la ville pour trouver un endroit qui ne fùt pas eneore occupé. Enfin nous nous arretames à la maison Salmour ex Gouverneur de Turin, qui malgré toute l'opposition de sa part, de celle de sa femme et de ses domestiques, fut contraint de loger l'officier Français et de retirer son équipage.

Le lendemain, je fus à trouver mon compagnon de voyage qui me fit un long étalage de son ancienne famille, de sa carrière militaire et de l'intime Nous devions y aller le iour suivant, mais le torrent des affaires m'empècha de revoir Alain et le Général Championnet. La vilie de Turin, encombrée de chariots, de fourgons, de voitures et de carrosses offrait alors un double spectable de ioie et de tristesse. Les patriotes et tous les gens de bon sens étaient alarmés du sort de la patrie, de soi-mèmes et des malheurs qui suivraient de près l'entrée de l'ennemi en Piémont; tandis qu'on lisait sur le visage de l'aristocrate une allegresse prématurée, qu'il lui était impossible de cacher malgré tous ses efforts.

Ce phénomène se présente principalement à mes yeux le soir que ie fus hors de la Porte Palais, avec le citayen Bonvicini de Cental et un Offider français qui était logé chez le liquoriste Dalmazzo, à voir la retraite de l'armée et la fuite en désordre des Cisalpins.

Nous vimes une quantité de gens qui avaient resté totalement ignorés pendant la révolution du Piémont, se reiouir sans ménagement d'un spectacle décbirant pour taut ame sensible. Je suis rentré dans Turin le coeur navré de tristesse, et i'entendis un sourd bruit que les Autrichiens s'étaient avancés à Verceil et à Novara et que le Directaire Cisalpin, qui était logé au Couvent de St.

Philippe se disposait à prendre la route de France. Dans ces extremités les Patriotes désespérés couraient par les rues comme des énergumènes, et demandaient à grands cris que l'on ouvrit l'adunanza Patriotica et qu'on format la ainsi-nommée Légion Sacrée, dont les articles d'organisation avaient été dressés avec 3qtant de perspicacité que l'éloquence par l'avocat Riccati l'ainé. Le Général Grouchy ne balança pas un instant à approuver une mesure qui pouvait dans ces momens critiques le reconcilier dans l'esprit des Patriotes et qui d'ailieurs ne servirait qu'à perdre délinitivement ces derniers.

L'assemblée étant ouverte, ie m'y rendis avec plusieurs autres Républicains. Je fus demandé à la Tribune, OÙ i' en lis un impromptu analogue aux circonstances, qui était interrompu par des cris forcénés de: La République ou la Mort!!

On me remit ensuite la proclamation de Grouchy qui venait de paraitre au suiet de la Légion Sacrée. Je'n lis lecture au peuple, qui m'invita à la lire en italien, ce que ie lis sur le champ. Comme la dite proclamation portait de prendre des mesures avec la Municipalité, qui choisirait deux individus entre ses membres ou hors de son stin pour conscrire les noms des Volontairs, ie fus moi-mème député avec l'avocat Ratta, pour aller à la Municipalité.

La Municipalité était depuis plusieurs iours en état de permanence. On s' occupait des mesures à prendre et des moyens de s'acquitter des demandes outrées de la part des Généraux Français. L'accueil qu'on nous lit a été vraiment républicain. On nous invita à nous asseoir à la table, OÙ ie lis un di- Appendice scours en italien par lequel je déclarais la cause de notte mission, et je présentais ensuite la proclamation du général Grouchy sur laquelle était basée notre demande.

Le Président me répondit avec un discours analogue qui contenait des traits marqués de politesse à mon égard, et comme il s'agissait de nommer deux Commissaires pour la conscrition, Bongioanni-Castelborgo' a été choisi parmi les Municipalistes, auque!

On nous décora tout de suite d'un ruban tricolor,- -qu'on fious -mit au bras gauche, et avec cette devise nqus revinmes à l'université, où nous fumes reçus par des cris multipliés de Vive la République! I Nous ouvrimes tout de suite un Régistre de conscrition, dont un double se tenait à la porte de la cour.

On ne pouttait assez exprimer l'enthousiasme patriotique de cette ieunesse bouiliante. J e dirai seulement qu'en moins de trois heures plus de trois cents personnes s'étaient déià signées.

C'est un problème que je ne voudrais resoudre Je fus le soir au théatre' que ie trouvais rempli de monde plus qu'à l'ordinaire: Les airs patriotiques 3 y étaient demandées avec un te! Nous parlames, entre autre chose, de la question s'il convenait d'émigrer ou de rester à Turin. Ormea, Castelborgo et moi, nous étions du premier avis; tandis que Vial, Colla et les autres croyaient une betise ou une faiblesse de quitter ses propres foyers.

L'effet a fait voir ceux qui ont été les plus philosophes. En sortant de la loge, Giobert et Castelborgo me prièrent de dresser une proclamation au peuple pour en allumer l'enthousiasme. Comme on me disait la chose fort pressante, j'allai dans la boutique de Café, où j'ai jété sur le papier les premières idées qui s'étaient présentées à ma fantaisie.

Le mode dont elle était conçue ne deplaisait pas à Giobert: Santorre Santarosa, Documenti sulla Rivoluzione Piemontese [n. L'image archetype de mes revers se peignait à ma fantaisie comme celle de ses souffrances se présentait au N azaréen dans le jardin de J etsémani.

Je me rendis le lendemain à l'université, OÙ je trouvai mon collègue Castelborgo. Mais cette dernière mesure, discutée dans un cercle, a été rejétée par je ne sais quelle raison. Je erus alors de la dernière importance de s'assurer cles cahiers de régistration, pour que les norns des conscrits ne tombassent dans les mains de l'ennemi.

Comme je ne voulais devoiler à tout le monde le mystère, par le moyen de quelqu'un de mes plus intimes, je pris de telles mesures que les régistres on été mis ed sureté. En attendant les affaires guerrières empiraient toujours davantage et déjà les plus pusillanimes s'empressaient de quitter Turin, crainte d'ètre surpris par l'ennemi. Nous padames à la hate de quelques affaires domestiques, et sur mon particulier mon frère me conseilla de tenir la mème conduite que dans l'affaire d'avogadro, c'est-à-dire de ne pas quitter le Piémont mais de rouler d'un pays à!

J'étais interdit sur le parti à prendre: Dans le petit trajet de notre maison à la Rue Neuve, nous mèmes [vùmes? Parmi tous ces alarmes j'étais obsédé sans cesse par des billets et des messages de Fantoni, emprisonné à la Citadelle, qui demandait à etre élargi pour ne pas tomber dans les mains des Austro-Russes. L'avocat Mattej de ma commission en avait déjà fait motion à l'adunanza Patriottica. Le peuple s'était prononcé avec enthousiasme pour qu'il fùt mis en liberté. Les citoyens Huss et Mattej furent députés à cet objet au Général Grouchy, mais la reponse fut: La pluie tombait à verse; j'étais mouillé, fatigué, hors d'haleine, et Madame Revelli' ne laissait pas un moment de repos ni à moi ni à Mattej.

J'étais satisfait de pouvoir embrasser encore une fois mon ami. J e fus pour voir Madame Revelli que je ne trouvai pas chez elle. Le lendemain matin j'étais encore au lit, et Angiolino Rossetti avec l'avocat Martelli vinrent me trouver. Nous primes le parti de quitter Turin. Rossetti m'offrit de m'accompagner, avec une partie de jeunes gens qui partiraient le lendemain; je me reservai de faire une reponse sur cet objet.

Je sottis avec Martelli, et nous nous rendimes chez l'avocat Riccati. Riccati était encore au lit: Nous fimes mille divers projets, auxquels tout à tour nous mèlions des plaisanteries, tant il est vrai que toutes les extrémités se touchent et qu'on rit quelquefois pour désespoir, comme un grand plaisir nous fait tomber des larmes. Mais tout parti pris en tems de trouble est illusoite; les promesses s'évanouissent, comme les vagues de la mer viennent se briser contre la terre.

En effet, de ces trois compagnons inséparables, l'un est à Marseille, 1'autre à Turin, et le troisième, à ce que je crois, est à Paris. Le matin mème je fus à l'arsénal voir l'ami Derossi: Le Général Fiorella venait d'arriver à Turin, et il avait remplacé Grouchy dans le commandement de la Citadelle; ce qui allumait encore un rayon d'espoir dans les - coeurs des patriotes5, 4 Probabilmente una delle tante amanze di Labindo, moglie di V.

Revelli di Torino, famoso pei suoi Quadri allegorici in prosa, in cui si scorge molta fantasia, un amore esagerato dei chiaroscuri, stile tronfio e strascicato, ma un certo buon senso politico. On ne nt que débiter de virulentes bètises, qui n'aboutissaient à rien. L'après-diner je fus à la Municipalité prendre un passeport, qui m'a été déli: MalS j'entendis par quelgu'un gu'il fallait un passeport de l'administration Départementale.

Je suis allé au Palais du Gouvernement OÙ il y avait une foule innombrable d'emigrans, et le Bureau des Passeports 'tait en permanence. Pour une plus prompte expédition, on se faisait réciproguement les passeports, gu' on portait ensuite en signature. J e me rappelle à ces propos la plaisanterie gue je ns à l'égard de l'avocat Andreoni, dont en tracant le portrait je l'ai signalé d'une manière très ridicule, et il en a été bétement satisfait. Tout muni de ma charte et absolument décidé de m'expatrier, je passai pour dire adieu à J acynthe Derossi, le plus cher et le plus intime de mes amis.

Les momens devenaient précieux et j'étais impatient de finir un entretien dont je n'aurais pu soutenir la durée, guand Jacynthe me demanda si j'avais de l'argent pour mon voyage. Tandis gu'il parlait ainsi, sa soeur Angelina me glissait entre Ies mains une petite bourse avec guelgues louis d'or, en me marquant de la cacher adroitement pour gue son vieux ne tera in data 29 germinale, anno IV 18 aprile , ma invano. Bonaparte, Berthier e Saliceti, gli successero, ed il forte di Ceva cedette poi in virtù dell'armistizio di Cherasco [n.

Il voulait me persuader à demander un brévet au Général Grouchy, en m'assurant qu'il avait de la bienveillance pour moi. Mais cette démarche, avec tout ce qui c'était passé, me paraissait une espéce d'humiliation et d'ailleurs je n'était nullement imcntionné de suivre l'armée [ I Il conte Wianson, conte di Mombasiglio, commerciante e filatore in seta, era uno dei più ricchi torinesi di quel tempo [n.

Le père allait déjà se méler à notre entretien, guand je demandai de sortir en disant gue je serais revenu avant mon départ de Turin. Mais en guittant ce séjour de l'amitié je ne savais gue trop que je ne reverrais sitot les objets chéris de ma reconnaissance! Ainsi ma séparation d'avec moi ami chéri J acynthe semblait tenir presgue à l'indifférence, comme celle gue j'avais fait le matin d'avec la vertueuse Balochi, qui dans son coeur m'accuse presque d'insensibilité, comme j'entendis par elle-mème au mois d'octobre, que j'eus le plaisir de la revoir à Chambéry.

Je sortis de la maison Derossi avec le vieux père, qui me faisait sans ménagement le panégyrigue de l'aristocratie gui, me disait-il, aurait rendu le crédit il ses livres de la Pratica Legale, de Théologie et de Mysrigue, dont le commerce avait été ruiné par le Gouvenement Républicain gui pour cela aurait mérité d'étre foudroyé à son tour par un punition du Tout-Puissant. J'écoutais en silence toutes ces plaintes outrageantes, tandis que nous arrivames à la boutigue de son perruguier Carlin, OÙ je devais me faire mettre une gueue feinte, pour me garantir dans le voyage de la fureur des paysans.

Vous serez ennn satisfaith,. A gui le père Derossi ne repondit gu'en lui imposant silence. Ensuite le perruguier, se tournant envers moi: Vous désirez vous parer d'une gueue, pour ne pas essuyer les mépris de la canaille aristocrate. Pour combien en voulez-vous?

En sortant de la boutigue, le perruguier me recommanda d'ètre toujours patriote malgré les facheux événemens et de lui envoyer de mes camarades qui eussent besoin de la queue, en me disant qu'il en tenait de tous les prix et de toutes les mesures.

J'ai rencontré sous les arcades de Po les deux professeurs Regis, auxguels je demandai s'ils comptaient de guitter Turin en guel cas nous nous serions fait compagnie. Je leur ns voir gue dans le cas gu'ils voulussent partir il ne fallait pas perdre temps, par rapport gue les routes seraient infestées par les brigands gui ne mangueraient de pronter de l' occasiono Nous nous donnames le rendez-vous au Café Pezza.

Je Ies trouvai là sur Mais l'abbé Regis avait déjà changé d'avis, en me disant qu'il ne pouvait soutenir une marche à pied; qu'il croyait n'avoir rien à risquer, puisqu'ils n'avient jamais été révolutionnaires. Et comme je lui rappelais son oraison virulente où notre dernier Roi n'était pas épargné, il eut la lacheté de me repondre que des Orateurs ainsi que les Pottes n'avaient point d'opinions à eux, mais qu'ils servaient aux temps En sortant du Café le Théologien Regis voulut que nous passions à quelque auberge pour demander le prix des voitures.

Nous passames donc, avec deux officiers de la solde, aux T rois Couronnes et à St. Marc, et ces voituriers déhontés ne balancèrent pas à nous demander 12 louis par tete pour aller jusqu'à Savillan! Nous restames d'accord avec le Th. Je renfermai tout mon équipage dans mon coffre, dont une def je garda dans ma poche et l'autre je remis à mon frère Dominique.

Je descendis ensuite chez Mr. Morelli OÙ il y avait Mr. Je recommandai, tant à Morelli qu'à Viansson, ma maison et mon jeune frère en leur disant que probablement j'allais partir de Turin. A' quoi je repondis: Vous pouvez bien me donner d'excellentes leçons en commerce: Je fus ensuite chez Madame Revelli, pour entendre des nouvelles de Fantoni.

Elle n'y était pas, étant encore à la Citadelle, pour donner les derniers adieux à son ami, qui, au lieu d'etre élargi, comme Grouchy paraissait avoir promis, devait partir, d'ordre de ce Général, la nuite meme pour Grenoble, en qualité de prisonnier. J e fus fàché de cette nouvelle affligeante et je me retirai chez moi, OÙ malgré tous les revers et les alarmes, j'ai dormi et r ai passé une nuit tranquille.

La raison en est que, mon parti étant déjà pris, il me paraissait d'avoir diminué le fardeau de mes malheurs. Je fus reveillé le matin par Angiolino Rossetti, qui venait me presser de pattir, les camarades étant déjà prèts au Café dans la Rue Neuve. Dans l'idée que Fantoni fut parti la nuit pour Grenoble, j'envoyai mon frère Dominique à la Citadelle avec un billet au Citoyen Tressier, Adjudant Major, pour retirer un matelas et plusieurs autres objets qui étaient à moi, et que je ne voulais pas livrer aux Autrichiens.

En Peu de temps il fut de retour, et je fus charmé d'entendre que Fantoni n'était pas encore parti; qu'il avait demandé en pleurant de mes nouvelles, se plaignant de ne pouvoir plus me voir. J e priai mes camarades de voyage de m'attendre, et je courus avec le plus grand empressement, en compagnie de Pierre Riccati, pour dire adieu à mon cher compagnon de prison.

Mais quel a été mon regret, lorsqu'arrivé à la Citadelle, je ne le trouvai plus! Je me dirigeai vers la porte de secours pour en sortir, mais la sentinelle me le refusa sans un billet du COmmandant. Le retard d'une demi-heure m'a été occasionné pour obtenir la permission. En sortant de la dite porte de secours, j'observai avec Riccati qu'il n'y avait nulle disposition vigoureuse pour soutenir la piace; qu'il y avait très peu de canons, et que les ouvrages dont on s'occupait à l'entour de la piace étaient languissans.

Sur le chemin de Rivoli je rencontrai Madame Revelli, qui venait d'accompagner son ami. Mais dès que j'y fus arrivé je ne trouvai personne, étant meme les portes de l'auberge badées et barricadées.

Il nous est arrivé qu'en demandant à un voiturier, qui conduisait une carrosse vide, à qui il appartenait, il nous repondit en fouétant à grande force les chevaux, et en les faisant écarter de la route aussitat qu'il put attraper une traverse. Peut-etre croyait-il que nous allions la mettre en réquisition! Arrivé à Turin, j'entendis que Moreau y avait établi son quartier général, et je lis sa prodamation, dans laquelle il démentait le bruit repandu que les Français allaient quitter entièrement l'italie.

Elle m'en offrit une piace; mais en envoyant reconnaitre chez le voiturier, il se trouva que toutes les places étaient déjà occupées. Je suis allé dans la Rue Neuve au Café où j'avais laissés mes camarades, pour partir avec eux; et il y avait plus d'une heure qu'ils étaient partis, fatigués de m'attendre plus longtems.

Il fallait donc m'en aller tout seulo Tandis que je prenais une orzade avec un petit pain, et que je me reposais un instant de la promenade violente que je venais de faire, j'entendis débiter des heureuses nouvelles: J'avais laissé commission à mon frère Dominique de m'envoyer ce qu'il me faudrait de Unge, n'ayant porté avec moi qu'une eravate, un pair de bas et un pair de souliers usés.

J'avais sur moi un frach de couleur violette mélangé, un gilet de casirnir rouge marqué de noir, pantalons bleus, demibottes et chapeau rond. Un jeune homme que je trouvai au Café, et que je reconnaissais de physionomie par un garçon négociant, voulut absolument m'accompagner pour une partie du chemin. Sa taille était médiocre, son visage blanc, les yeux bleus, les cheveux blonds, la physionomie belle et intéressante, l'age environ vingt ans, l'habit couleur de feuille morte.

Je ne pourrais assez exprimer l'empressement que ce jeune homme prenait pour moi. Il me serrait de tems en tems la main avec une amitié melée de tendresse, et dans ses discours il me donnait taus les témoignages du vif intéret qu'i! Il me paraissait meme Républicain, mais en matière politique il me parlait avec une reserve qui devançait son age.

Telles étaient les marques de connaissance amicale que ce jeune homme me donnait, que je n'osais pas meme lui demander son nom quoique je l'ignorais absolument.

A' ce que je puis comprendre il était très lié avec mon frère Dominique et mon neveu Charles-Antoine. Comme c'était avec un extrème regret que r avais quittés ces deux enfants dans des moments si eritiques, je priai mon jeune ami, dans lequel je eonnus une sagesse précoce, de vouloir s'intéresser à leur position et les aider de son amitié.

Il me promit de ne les point abandonner et, pour plus grande sùreté, d'aller toutes les nuits à dormir chez eux. Cependant nous nous éloignions de Turin, et j'avais déjà conseillé à mon Appendice aimable garçon de revenir sur ses pas pour ne pas trop se fatiguer. C'est avec le plus grand regret que nous nous quittames tout près de la Loggia. Les adieux furent melés de quelques larmes, en me témoignant que nous ne nous teverrions pas sitot.

Livré à moi-mème, je suivis ma foute en contemplant le spectade ravissant de la Nature que venait de se parer des premières beautés du printems. Après plusieurs jours de pluie, le ciel était pur et serein et l'astre du jour plus brillant qu'à l'ordinaire donnait un- plus grand éclat aux fleurs diverses qui venaient d'éclore, aux vignes qui commençaient à bourgeonner, aux prairies tapissées de différentes verdures.

On entendait de loin le ramage cles oiseaux, qui s'amusaient au bard cles ruisseaux, qui coulaient avec un doux murmure; et la tendre alouette se plaisait à planer dans les airs au dessus cles f6rets. L'univers entier s'embellissait et se rejouissait au retau! Le coeur paraissait m'annoncer quelque malheur dans ma patrie, et le coeur nous trompe rarement. Je revins dane sur mon premier dessein de commencer par aller à la Rocca de Baldi, chez Monsieur Prandi, grand ami de notre maison: A' moitié chemin de La Loggia à Carignano, je rencontrais Gandolfi de Vico, qui était dans une voiture, avec plusieurs autres dirigés sur Turin.

Il fit arreter le coche, et nous causames quelque moment ensemble. Camme il me dit qu'il s'arreterait quelques jours à Turin, je le priai d'aller voir quelquefois mon frère Dominique et mon neveu, et de les aider, s'il le fallait, de ses conseils. Je rencontrai ensuite des soldats Français tous épars qui étaient dirigés sur Coni: Il y en avait des blessés, des malades, des boiteux, qui se trainaient à regret. La nuova BMW Serie 1. How Ford Created the G…. Predator Mania Returns in Limited Edition with the adidas champagne pack.

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Un critico severo potrebbe trovarvi un contrasto con le opinioni espresse energicamente nel , ma. Sedillez sans l'avoir trouvé, fai pris le parti de lui écrire un biliet, pour le prier de vouloir bien m'accorder un entretien. Il a eu la bonté de passer lui meme chez moi dans un moment où je ne me trouvais pas à la maisoo: Je lui ai d'abord détaillé tous Ies droits que tu avais à la piace de Professeur effectif dans l'ecole spédale de Droit à Turin.

Je lui ai fait ce détail avec tout l'empressement dont je pouvais ètre capable et que le sujet méritait. En entrant ensuite plus particulièrement sur ses vues à ton égard, voici ce qu'i!

En un mot, pour ce qui regarde Mr. C'est à toi maintenant à agir à Turin, pour que ses intentions à ton égard soient exécutées. Je te prie de ne communiquer à personne le contenu de cette lettrej car, camme il parait depuis long temps gu'il est dans IDon étoile que le bien que je cherche à faire tourne à mon détriment, je dois naturellement adopter la résolution de rester spectateur immobile et de ne me meler de rien.

C'est assez le système que je suis, autant gue les intérets de mes amis les plus intimes et les plus chers peuvent me le permettre. J'ai meme en cela un regret bien vif: Adieu, mon cher Bongioanni, conserve-moi ton amitié, et SOls milie fois heureux. J'ai de suite fait passer à leur adresse celles qui y étaient jointes. L'Université de Turin a perdu en toi un Professeur qui aurait pu l'honorer par ses talens et sa doctrine, et les élèves un maitre habile qui leur aurait pu donner Ies instructions les plus utiles.

Mais voilà le monde, comme il est fait! Le bien n'est que dans nos désirs et la réa1ité ne va qu'au gré de l'aveugle fortune. Non ci sono chiari i motivi dell'insuccesso, anche se non è fuori luogo ravvisarvi il frutto di una persistente diffidenza politica.

Quale fu il comportamento politico del Bongioanni sotto! Ma a quella sola manifestazione, del tutto esteriore ed ufficiale, si riduce la sua partecipazione alla vita politica, negli anni in cui la professione lo aveva ripreso?

Parrebbe di no, da alcune informazioni giunte molti anni dopo alla polizia austriaca di Milano e costituenti oggetto di un carteggio scambiato nel novembre fra la polizia di Milano e la Polizei hof Stelle di Vienna. In quel carteggio trovasi un estratto di letteserait un événement heureux pour toi si tu pouvais etre nommé Professeur à Genesj son Université ferait sans doute une acguisition précieuse. Mais je ne crois pas qu'on puisse influer d'id sur Ies nominations gu'on fera à cet ègard, car elles se font à Genes par S.

Je crois aussi que S. Quant à la piace de Principal dans le Pensionnat de l'université, elle te conviendrait sous tous Ies rapports et tu y as tous Ies droits. TI a été pénétré de la force de mes raisonnemens et de la justice de ta demande. TI m'a assuré plusieures fois gu'il en aurait parlé au Ministre avec le plus vif intéret.

J'ignore ce que celà produira, mais je suis persuadé gue Mr. Fourcroy, qui m'a parlé de toi avec éloge, fera tout ce qu'il dépend de lui, pour te faire accorder la piace dont il s'agit.

Quant à moi je le désire de taut mon coeur, et je regrette bien vivement de n'avoir que de faibles moyens pour te faire rendre toute la justice gue tu mérites. Ne m'oublies pas, je t'en prie, auprès des personnes qui veulent bien avoir de la bienveillaince pour mai, et crois-moi pour la vie ton ami. Mon ami, Paris, 8 avril Il n'y a gue quatre à cinq jours que j'ai reçu ta lettre du 7 février dernier. TI n'y a encore rien de nouveau relativement à l'université Imperiale.

Du moins je n'en ai pas entendu parler à personne. On ne connait rien non plus sur le mode de cette orgarusation, si ce n'est ce qu'on a publié dans les journaux, il y a quelgue temps, et on ne sait jusqu'à guel point cela peut etre vrai. Aussitot qu'on connaitra quelque chose de positif, je ne manquerai de te le marquer. Tu me feras alors connaitre tes vues et je ferai tout ce qu'il dépend de moi pour Ies remplir. Je désire aussi gue tu t'adresses à Mr.

Le coeur me saigne à te voir dans cet état. Je ne serai conteot que lorsqu'on t'aura rendue toute la justice que tu mérites.

Je te prie de ne me pas oublier auprès de nos amis communs et de croire aux sentimens de me inviolable attachement. Dopo la caduta di quel governo rimase in Genova come particolare. Al tempo che Buonaparte era all'isola d'elba, il suddetto Bongiovanni teneva corrispondenza viva col suddetto Euonaparte o suoi Agenti in gueli'isola; i plichi che egli riceveva si leggevano in casa di un certo Angelo Solari che fu poi trasport-ato a Fenestrelle come prigioniero di Stato.

I suddetti plichi non venivano aperti se non vi era un certo avv. Braida piemontese, il quale era presidente della Corte Imperiale egualmente al tempo dei Francesi, certo Azuni sardo, Presidente della Corte Imperiale nel Civile e certo Andrea Montebruni, già colonnello al servizio del Regno d'italia, il quale fu trasportato a Fenestrelle unitamente a Solari.

XII molto probabilmente il numero della cartella è errato ; e che ancora riporta di quel carteggio un'altra informativa senza firma, in cui si parla del nostro: Felice Bongiovanni è uno dei Patrioti Piemontesi dei più accaniti.

Egli è stato considerato sotto il Governo di Napoleone di cui si era fatto partigiano. Travasi attualmente a Genova, dove gli è permesso restare tranquillamente. È uomo pieno di cognizioni, probo, di una sana morale, è maritato; i suoi costumi sono quelli di un uomo saggio. Nonostante le ricerche effettuate non ci è stato possibile confermare l'interessante notizia della provvisoria sua emigrazione in Corsica, come non la conferma il MICHEL nei suoi studi: Esuli e cospiratori italiani in Corsica, e Gioacchino Mura!

Storico di Corsica ;" Cfr. Tali erano stati a Genova Ferdinando Dalpozzo, Presidente della Corte d'appello di Genova nel e di nuovo nel ; e Francesco Braida, nel Presidente della Camera d'appello della Polizia correzionale e della Corte.

Era dunque possibile che il Bongioanni fosse divenuto fautore di Napoleone e che la delusione unitaria e lo scetticismo, che si esprimono nelle sue memorie del , si fossero via via tramutati in nuove speranze e in nuovo desiderio di azione per il vecchio indipendentista, dopo che l'esperienza amministrativa dell'impero avevj allargato i confini del vecchio Piemonte e aperto a lui stesso maggiori possibilità di carriera.

Non è neppure da escludere che la successiva partecipazione del Bongioanni - come si vedrà - a società segrete sotto la Restaurazione fosse la continuazione in termini nuovi di una sua passata consuetudine con i circoli del massonismo napoleonico cfr. Correvano gli anni dei rinnovati entusiasmi unitari, favoriti non senza contraddizioni dalle occasioni offerte dal Murat, dal Bentinck e ancor più dal Bonaparte. Osserviamo ne, oltre al Bongioanni, gli altri individui partecipi.

Dal Re di Sardegna fu relegato alle Finestrelle sulla fine dell'anno scorso, e sono circa quattro mesi che fu posto in libertà.

Ma quali furono le ragioni del duplice arresto del Solari e del Montebruno? Abbiamo infatti rinvenuto presso l'archivio di Stato di Torino le suppliche dei due suddetti per la scarcerazione, corredate da un' ampia descrizione della loro vicenda, con i pareri delle autorità. Diceva dunque tra il resto il parere del conte Deijeney [sicl, del 15 gennaio Solari manteneva una continuata segreta corrispondenza con il generale Druot, il quale aveva accompagnato Bonaparte all'isola d'elba, e lo aveva seguito nel suo tentativo in Francia.

Ed a proposito del secondo di essi, continuava: Inoltre su Andrea Montebruno arrestato il 29 giugno in Genova, e tradotto in Alessandria e quindi a Fenestrelle per ordine del ministro dell'interno, conte Vidua, il fratello di lui presentava un memoriale di difesa in cui contestava i varii capi di accusa. E di loro impegno di divulgare le glorie, il carattere e la somma militare condotta di Napoleone. Si aggiunge che egli è sempre un colosso e che [ A questa società' rivoluzionaria, in posizione preminente doveva appartenere l'azuni, se l'informatore scriveva il 12 ottobre: Del Braida indipendentista, non abbiamo che una breve nota dell' agente Frizzi della polizia austriaca di Milano 15 agosto , che già abbiamo visto essersi espresso sul Solari.

Essa dice di lui: Sotto il Governo di Bonaparte fu Procuratore imperiale di Genova. Ha sostenuto questa carica delicatissima con molto decoro e somma integrità. Ora perseguitato dal Governo piemontese e non ebbe nemmeno la soluzione.

Del Bongioanni soltanto, tra i personaggi menzionati dal rapporto del 22 novembre alla Polizei ho! In una lettera de1 16 novembre al Revel l'informatore ancora scrive: Né le carte familiari, né gli archivi di Genova, di Milano e di Torino, da noi consultati, ci hanno fornito elementi di illuminazione. Luigi Corvetta e Melchiorre Delfico".

Nonostante tali lacune, ci pare di poter concludere che la conferma che ci danno i documenti della fisionomia rivoluzionaria degli altri indiziati, del loro armeggiare indubbio in senso unitario e napoleonista, e la constatazione che tra di essi sono i più eminenti rappresentanti di quella magistratura ligure in cui il Bongioanni lavorava e viveva, non possono non indurci a individuare nel nostro memorialista un attivo partecipe, se non uno dei capi, delle manovre italianiste che miravano nel a fare del Bonaparte il vessillo e la guida del movimento.

Nell'elenco dunque, che seguiva, dei Vescovi o sia presidenti delle Camere e Tribù, figuravano tra gli altri: Il nome del Bongioanni è qui accompagnato da vecchie e nuove conoscenze: E vero che di costoro alcuni nomi probabilmente sono inesatti.

Il Molfino Matteo era nipote di quel Giuseppe Assereto, qui pure nominato e già più volte citato nelle lontane lettere del Fantoni. L'Assereto era stato membro del Governo prowisorio genovese del , della Commissione di Governo del e successivamente maire di Rapallo. Lo Scribanis citato, possidente di Chiavari, poteva anche essere quel Domenico Scribanis nato a Chiavari nel e partecipe della Missione patriottica, mandato a istruire democraticamente il popolo della riviera di ponente, professore universitario della cattedra di fisica, pur esso ricordato nel carteggio del Fantoni"'.

È superfluo infine soffermarsi sul nome del Mazzuccone, il rappresentante di Genova a Torino durante il Governo prowisorio piemontese del , caduto in sospetto delle autorità francesi per i suoi sentimenti antidirettoriali e unitari. Tutta questa compagnia, distintasi per il suo repubblicanesimo non conformista, indipendentista od unitario, awalora la partecipazione del Bongioanni alla società segreta di cui pure esso sarebbe venuto a far parte.

AR o Concistoriali, apre serii problemi sulle contraddizioni terminologiche e sostanziali che essa rivela.. Unione IndIpendenza o morte. Una salus Italiae, Populorum federatio. Anglica constitutio, aliter bellum civile, mors et genus calamztatum AR è quella professata dai nostri antichi padri ed è l'unica che possa fare la felicità degli Stati L.. Per la religione ogni buon cattolico deve usare un rispetto particolare ai ministri suoi Illustrava ancora il Dolce che s'era persino affiliato alla setta per meglio spiare!

AR ossia setta dei Sanfedisti, detti anche Concistoriali [ Ma ecco che una lettera posteriore del Dolce da Roma, dell'ottobre , formsce una chiave al problema: Sulla nuova setta il carteggio della Presidenza di governo nell' Archivio di Stato di Milano è ricco di documentazione.

È ancora il Dolce che nel rapporto del 15 novembre precisa: Questa setta è nemica giurata della Concistoriale e non è menomamente propensa né per il Duca di Modena né per il Principe di Carignano [il corsivo è nostro].

Tutti coloro che hanno brillato nei democratici tempi e sotto al regime di Napoleone sino al giorno della sua caduta, sono pressoché tutti divenuti ora guelfi, non solo in Roma e negli stati Romani, ma anche da per tutta l'italia [ Essi principalmente si orientavafio verso!

Interessanti sono ancora i seguenti passi, all'atto Riteniamo che con il murattismo di alcuni suoi capi, con il ricercato appoggio del Bentinck e dell'inghilterra, a cui persino si parlava di cedere in compenso Sicilia e Malta, possa avanzarsi l'ipotesi di trovarci di fronte ad una atipica organizzazione carbonara salita dal centro-sud al nord.

A questa qualificazione carbonara della setta guelfa contribuirebbe il verbale di interrogatorio di un informatore, trasmesso dal Metternich al Conte di Sauran a Milano il 9 settembre , ave si legge: Che relazione hanno i Carbonari con i Guelfi? Dopo quanto si è notato ci pare di poter concludere che il gruppo del Bongioanni e dei vecchi indipendentisti, che abbiamo veduto elencare dal Dolce nella setta dei Concistoriali salvo poi a ricredersi per un certo numero non precisato di essi , non solo non appartenesse, per la con traddizione intrinseca, alla Congregazione c.

In terzo luogo la costituzione guelfa, posseduta dal Frediani, è del , e poco si accorda nei suoi sentimenti filoinglesi e antibonapartisrici con la fisionomia di quegli unitari che poco dopo si sarebbero impegnari nella avventura napoleonista. Dovrebbe essere infine provato che le tendenze federalistiche, proprie dei Carbonari che i Guelfi dirigevano secondo le notizie trasmesse dal Metternich o quanto meno fiancheggiavano, non turbassero i piani degli unitari napoleonisti.

Anche il Dolce insisteva sulla qualificazione carbonara dei Guelfi: Vi figuravano molti ricchi negozianti, banchieri e possidenti. Fra gli altri erano elencati per Torino: Della Torre, Andreis maggiore degli zappatori, un gruppo di ufficiali sardi indicati in un rapporto del Gifflenga, il banchiere Nigra.

Per Genova erano ricordati, fra gli altri, un tal Babeuf negoziante, il console di Svezia, Girolamo Serra e i possidenti Costa e Paretto. A ben considerare, tutta questa confusione terminologica e di linguaggio, a CUI 51 accompagnava una eterogenea commistione di adepti, vale a confermare quel che ancora diceva il Bersano nel suo precedente basilare lavoro" che cioè il principio fondamentale dell' Adelfia che una volta per tutte iden: In questo spirito l'adelfia, che nel noi ora potremmo dire aveva mutato il suo nome in quello di Sublimi Maestri Perfetti, animava i suoi adepti a stringersi con le altre sette, per trarne le fila nelle mani dei propri capi; e poiché in gran patte d'italia era diffusa la Carboneria, l'adelfia si era compenetrata con essa, senza pur confondervisi totalmente.

Sarebbe ancora da superare la difficoltà della inconciliabilità dei nostri con la fisionomia nettamente antibonapartista della Adelfia-Filadelfia, per quanto l'appartenenza a quest'ultima risulti di due anni dopo, una volta tramontato l'astro napoleonico e quando i buoni napoleonisti del '14 già avevano avuto il tempo di ricredersi sul loro idolo, come vedremo accadere al Bongioanni. Ma anche qui ci conforta l'interpretazione dell'ultimo lavoro del Bersano, che preferiamo riportare integralmente: Come Napoleone despota era stato abbattuto dalla rivolta delle Nazioni ' in Napoleone reduce dall'elba avevano invano sperato i popoli delusi Alla caduta di Napoleone il nostro intraprese forse un viaggio prudenziale in Corsica, secondo quanto riferisce il secondo anonimo informatore della Polizei hof Stelle cfr.

Ad ogni buon conto l'infatuazione napoleonica nel Bongioanni non doveva aver avuto vita lunga se, annotando la Giandujeide, esprimeva la sua disapprovazione per il comportamento di Napoleone, che aveva subordinato l'unificazione d'italia ai suoi disegni e favorito indirettamente il partito del Papa". Fu questa quasi certamente l'ultima partecipazione politica attiva del Bongioanni.

Negli anni che verranno egli continuerà a vergare, per sé e per pochi amici, manoscritti critici e polemici, continuerà a deplorare e a motteggiare, ma non più si avrà di lui uno scritto politico pubblico, neppure una lettera in tutto l'epistolario che tradisca un'azione o un'intenzione politica.

ASM, Presidenza di Governo, cart. XI, , o A p. Napoleone poi, senza ricorrere a tali miserabili sotterfugi, per ottenere l'intento suo avrebbe dovuto cercarlo apertamente e since ramente, manifestando che il dominio Pontificio si trovava incompatibile collo stato politico d'italia. Ma per acquistare maggior fondo di ragione in tal punto, ed insieme il suffragio universale, avrebbe prima dovuto formare di questo bel paese una sola Nazione, e provocare cast la generosità dello stesso Pontefice a non essere il solo a frapporre ostacolo a questo risorgimento dalla comune patria desiderato.

Senonché la diffidenza che ispirava al restaurato sovrano ed agli uomini del suo governo era tale, che egli fu lasciato supplice inascoltato per molti anni, mentre accuse e denuncie di connivenza con i nemici del re - vere o immaginarie che fossero - lo dovevano insistentemente perseguitare. Rimase dunque senza impiego dal sino al riordinamento dei tribunali nel , allorché fu nominato assessore aggiunto al tribunale di Prefettura di Genova e poi avvocato fiscale presso quello di Savona".

Incarico questo da cui fu nuovamente sospeso per vari sospetti che si adunarono sul suo capo, fra i quali quello di intrattenere corrispondenza con i capi degli emigrati"; accusa che egli dichiarava non sappiamo se a ragione senza alcun fondamento, mentre attribuiva la sua disgrazia ad ordini diretti del re Carlo Felice, per istanza della regina Maria Teresa, consorte del fratello di lui, Vittorio Emanuele". Quali fossero stati in realtà i sentimenti del Bongioanni verso la coppia reale, sino a provo carne il risentimento, si vedranno nella Giandujeide.

CosiccM egli sarebbe stato, per il suo agire politico, avversato dai francesi e premiato addirittura dalla controrivoluzione del: La sua l""ata di SC, ; di contro l'annessione, nel lontano , era ora da lui mlsconoscluta nelle sue llltenzioni repubblicane, e barattata come difesa del vecchio Piemonte; il che era in parte vero, ma non nei termini che la contingente convell1 nza ra li e: Ed ancora affermando di essere sempre stato fedele al suo!

Analoghe espressioni e consimili temi tornano nelle lettere al rj. Salu zo, figlio del suo presunto benefattore'"': Ovviamente la disgrazia di cui il B. Epistole e scritti familiari.. Roget de Cholex, s. Saluzzo, Cuneo, 10 giugno.

Sarebbe sufficiente seguire il sommario, premesso ad ogni canto, per avvertire quale fragoroso riso farsesco l'autore sollecitasse dai suoi lettori a spese dei sovrani, della corte, dei maggiorenti più in vista, dei conventuali e dei gesuiti. E neppure sono risparmiate libertine lepidezze e spregiudicatezze illuministiche, proprie di un paese e di un secolo ormai diverso, il cui retaggio qui è largamente accolto.

Se un sovrano sapesse veramente e il non saperlo ell'è ignoranza crassa Che di quanto egli tien, dritto ha su niente, Perché proprietà è della massa, A cui rubollo scelleratamente Un antenato 'suo boja e fracassa, Ci smungerebbe almeno con creanza E non col soprappiù dell' arroganza!

Onde avviene che subito s'affacci Nei regi stati una cotale schiera Con certi rilassati cappellacci, Come portano i ladri verso sera, E del pari sospetti mantellacci, Da sommo ad imo tutta nera nera, Che ad ingombrar le strade vien condotta, Come talor la setolosa frotta Al quale passo segue un profilo satirico delle origini monastiche: Nei tempi appunto d'ignoranza nacquero I Cenobi, Certose, Eremi o Trappe, In cui per tutta la lor vita tacquero I visionari arrandellati in frappe, E per un passatempo si compiaccj'uero Di flagellarsi ad ora ad or le chiappe, Quasi, battendo il deretan conquiso, Spalancarsi dovesse il Paradiso.

X, otto , Ibid. X, ott , ,. È su tal base, confessar vi devo Che mi sembrano quasi criminose O assurde almen le penitenze oziose lo!. Mentre la religione stessa invita ad eguaglianza di diritti e a impulsi di socialità: Tutti dobbiam, col braccio e coi consigli Giovare a noi, non a colui che regna: La scienza di Dio dai Canonista Esser cangiata in una glossa stitica, O far puntello al Trono, affinché questo Le rimettesse la cavagna in sesto.

Giacché s'intrometterono fra Dio E l'uman core, questi venni neri Non avrebber dovuto, a parer mio, Confonder tanto Crocifissi e ceri, Né far pagar del Paradiso il fio, Mantenendo una fabbrica di veri, A cui chj non dà fede è maledetto Per sette volte nel fecondo letto! Intesa a quest'azione politica, di remora al progresso e di servizio reso ai tiranni, non solo in realtà è stata la chiesa di Roma, giacché la Santa Alleanza ha trovato strumento e sostegno pure nelle altre chiese dei paesi associati: E dopo i re, tali per diritto divino, e la Chiesa, auspice al loro incontestato potere, i principi e i nobili cadono sotto la satira e la condanna giaçobina.

Il privilegio non conferisce solo onori e ricchezze ma garanzia dai pericoli della guerra, del cui successo il merito andrà invece solo ai grandi: E che quindi il volgar sua vita spende Pel nobile, che celasi, o si tinge Di codardo pallor dell'oste in faccia, Mentre non sa che andar di tordi a caccia?

Devesi poi l'onor della battaglia Ai capi, che non han corso pericolo: Se questi è Wl veterano, Wl'anticaglia, E quegli un bimbo ancor, saria ridicolo Che di tali minuzie la plebaglia Si potesse valer, come amminicolo Per elevar qualche pretesa ardita, Sol per avere esposta la sua vita!

Ci limitiamo a riportare alcune ottave, ed in primo luogo quelle che ricordano le nuove imposizioni dello Stato confessionale: XVI, otto , Ibid. E cominciando da dissopra il tetto, Vogliam che si riguardi come un mostro Chi non soddisfa al Pasqualin precetto: Al quale ogni qualunque Uffizial nostro Intendiamo che debba esser costretto, E ci sia il renitente a dito mostro: Al contrario, chi porta il collo torto, Checché succeda, non avrà mai torto o O le disposizioni che rièonfermano in odiosi segni esteriori la sopravvenuta disparità dei culti: Vogliamo poi che il prete solo noti La nascita, il coniugio ed il martora, Perché san cose di poco momento.

Per render più corrivi i matrimoni Celebrar si potranno in clandestino, Coram curato e un par di testimoni A norma del Concilio Tridentino: Rimettiamo alla Curia Vescovile Le sagrosante cause del divorzio E un prete esperto, nell'antico stile, Vedrà se la tal donna è da consorzio, Se il tal uomo è misero e sottile, E puote aver bisogno di rinforzio: Insomma, si farà nanti la Curia Giudizio d'abbondanza o di penuria 11 ,.

Rinnoviamo le antiche investiture Dei Feudi, e i famigliar fidecommissi; Le venerande primogeniture, Già seppellite nei profondi abissi, Qual sognata cagione di sciagure: Vietiam che alcuno al nobil ceto ascritto Subir possa giammaj pene infamanti, Giacché il nobil santifica il delitto, Ne' puote andar confuso coi birbanti: O poi le paradossali storture del nuovo diritto penale, come la commmazlone del supremo supplizio per il reato multiplo, anche se COStituito da una serie di falli di lievissima entità: Puniamo anco di morte la bestemmia Pcr darc al boja una maggior vendemmia Ibid.

Annota in calce l'autore: A chicchessia, senza distinguer niente, Imponiamo la pena capitale Se mai rendasi in duello combattente, Ed anche al suo padrino, o vuoi sensale: E autori -si terran d'un tal servizio, Facendolo per via d'altre persone, Anzi, vogliamo che tal norma domine, Che loro basti di comprar le nomine Anzi, a rigore di termini, se un iagliaborse fosse colto sopra una fiera con cinque oggetti appartenenti a diverse persone dovrebbe essere punito di morte!

Simile raccapriccio avendo luogo negli animi dei danneggiati, per poco che essi siano di tempra sensitiva, ne segue una generale repugnanza a denunziare i furti domestici, e quindi una più che probabile impunità dei medesimi. Ed ecco, dove conducono le leggi barbare! Convien ben dire che l'e. Ossen'a in nola l'a.: Perché si puote dai castelli in aria Trascorrere a parlare di politica, Materia troppo delicata e critica. Vietiamo a suan di tromba speciahnente Le congrege dei Franchi Muratori, Dove confusi sran promiscuamente Poveri e ricchi, stupidi e dottori: Di questa setta non sappiamo niente, Ma usar convien con lei grandi rigori, Appunto perch'ell'è di specie ignota, E, da quanto ne appar, poco divora l2l.

Con il che, l'editto si conclude ed il re si firma: Del resto o figli, standoci confitto Nel cor paterno il pubblico vantaggio, Rinnovare intendiam, con questo Editto, Il cumulo di leggi antico e saggio Che fu dai Galli poco fa proscritto.

Essi saranno in grado di conoscere a quale profondità di tenebre noi siamo ripiombati in mezzo a tanta luce del secolo, e malgrado l'universale grido d'indegnazione; il quale perseverando, ed accrescendosi, ed accordandosi all'irresistibile impulso delteva pagare, questa autorizzata compra di nomine venne abolita con Regie Patenti del Ma perché rimetterla in vigore, quando se ne doveva pienamente conoscere tutta l'assurdità? Perché lasciarla sussistere ancora per quattro anni?

Altronde, ancorché riuscissero eccellenti, non sarà men vero tuttavia che per effetto di caparbia ignoranza o malafede, una delle più colte Nazioni venne risepolta e mantenuta nel fango della barbarie pel corso di sette anni, supponendo la sperata innovazione più prossima di quella che siavi apparenza nel momento in cui scrivo.

Ora, cotesto obbrobrio continuo è purtroppo notevole abbastanza per meritarsi J.. I noti moti degli studenti nel , che finirono nel sangue quando nel cortile dell'università di Torino essi protestarono perché fossero liberati i loro colleghi arrestati, ispirarono la vena poetica del nostro, in brevi composizioni posteriori alla Gùmdujeide: Poveri figli incauti, Inermi, soli, e da amistà guidati, Chiedeste i soci, che fors'anche adesso Saranno giunti al lar penoso esilio!

La pena soffron di supposto crime: Figli infelici, ah, mai creduto avreste tanta barbarie, voi d'ogni arma privi, Tranquillamente radunati, all'ombra Della magion de' studi i neri inganni Diretti contro voi non scorgevate!

I figli tuoi inermi ed innocenti San feriti, svenati e stesi al suolo: E che diran le genti? Univenità di TOrl no, 15 gennaio. Riappare altrove l'esaltazione dell'idea unitaria, in termini non insensibili ai delli classici dal Leopardi all'alfieri; ma qui l'invocazione all'italia perche nsorga ed acquisti consapevolezza di sé, è quella del vecchio patriota giacobmo,.

In calce ai versi l'a. È tempo che del reo sangue lor vada Tinta tutta la terra: Quella azione di conciliazione che i giovani patrioti romantici avevano avuto in animo di realizzare tra dinastia e movimento liberale, quasi sotto lo scettro di Vittorio Emanuele I potesse architettarsi il sogno di un regno italico del nord, è ancora lontano dalla mente del Bongioanni. La linea che si diparte dagli uomini come lui, repubblicani anche moderati che hanno guardato con fiduciosa intransigenza alla rivoluzione di Francia, conduce a Mazzini, assai più che a Cesare Balbo e agli altri moderati piemontesi.

Ardeva in essi certo inesausto spirito ribelle che, forgiato nella cultura dei lumi e messo a prova dalle lotte sostenute nel lontano repubblicanesimo subalpino, li escludeva dal dialogo fiducioso dei moderati verso l'evolversi degli istituti esistenti. Scrive assai bene Ettore Passerin, del perdurante radicali- Ibid. In parte dalla critica voltairiana o dall'astratto egualitarismo settecentesco ripugnante la pr11lla ad accordarsi con lo spirito religioso del Mazzini e lontano il secondo dal caratterizzare le opinioni socialmente moderate del Bongioanru ; ma SI distingueva per l'intransigenza repubblicana e l'accesa coscienza in.

Negli scritti del Bongioanni persiste, ancora dopo il , l'irriducibile guerr ai r ; e. Sono i medesimi sentimenti autonomistici, espressi in nocciolo e coraggiosamente dal nostro memorialista, sin dai giorni della progettata annessione del PIemonte alla FranCIa, nel febbraio Per constatare tale permanenza di OplnlOru sotto la monarchia restaurata, basti scorrere alcune delle note aggiunte alla Gzandu;etde, come la seguente su Luigi Angeloni, autore nel di un Saggio sulfordinamento dei Governi d'italia: Bentinck, i di cui proclami erano almeno tanto bugiardi quanto quelli del Bonaparte; ed ammoniva i Re della Santa Alleanza a voler lasciare che l'italia riunisse una volta il suo tritume di staterelli e divenisse nazione indipendente.

Nel le Provincie Italiane erano tornate tutte sotto il tallone di Regoli vigliacchi che altro in é d'italico no, n avev no a 'infu? Gli uomini del , dop? Alle manifestazioni di irriducibilità repubblicana, di volontà indipendentistica e di autonomismo rivoluzionario, s'accompagnavano nel Bongioanni qualità politiche di intransigenza, talora più prossime a posizioni di impulsivo moralismo patriottico che alla misura di una ponderata progettazione politica.

Vi prevale infatti l'aspra critica della proteiforme fisionomia politica del vecchio collega, a scapito della ricerca diligente delle cause che, a tale oscillante condotta, avessero potuto indurre lo storico. Anticipando la delusione dei ricercatori risorgimentisti verso quelle oscillazioni, il Bongioanni per primo le condanna e non aiuta a comprenderle, come avremmo potuto sperare da uno scrittore contemporaneo partecipe degli stessi problemi.

Ed il Bongioanni ricorda i grandi esempi e stabilisce confronti: Ancor più l'offende del Botta l'abbandono dei sacri principii, ostentato nella sua Storia, nei quali il Bongioanni sul ancora indubbiamente crede. Il che non era altro che il vecchio atto di fede nell'insegnamento cosmopolitico della Francia illuministica e rivoluzionaria, che il Bongioanni aveva pronunziato negli ormai lontani Mémoires, quando aveva voluto distinguere tra la scelleratezza degli uomini e l'eternità dei principii.

Sulla volubilità politica, frutto d'inconseguenza, il Bongioanni torna a ribattere, indignato che il Botta grottescamente demolisca la figura del Bonaparte, la cui protezione egli aveva pure accettata: Era questo nel '99 il partito su cui dovevano esercitare la loro influenza uomini come il Riccati ed il Bongioanni; che coordinava - come s'è visto - la sua azione con l'emissario cisalpino Fantoni; che affilava le sue armi nell'adunanza patriottica, e che doveva contare su un più largo seguito di singoli e di gruppi, di quanto il Botta - che s'era ufficialmente dichiarato per l'annessione - intendesse di fare apparire.

Spiace soltanto che alla lacuna narrativa non abbia provveduto lo stesso testimone Bongioanni, che delle forze dell'opposizione doveva essere informatissimo, come dà a vedere nei pochi accenni pertinenti. Pinelli , pentito del falli e delle Imprudenze repubblicane della sua giovinezza..

Non certo in questo disincantato atteggiamento era la statura di un eroe, ma neppure - a ben vedere nelle più modeste dimensioni dell' oggetto ch' egli intendeva perseguire - gli estremi di un pubblico inganno e di una scandalosa compromissione politica.

Sulle vie della ritirata militare nel '99, quando i villani si erano levati in armi per punire gli occupatori in ripiegamento delle loro malversazioni e delle loro ruberie, il Bongioanni aveva tenuto a distinguere dinanzi a obiettori monarchici, il buono dal cattivo, le scelleratezze degli uomini dai principii che non periscono: Circolazione delle idee di civiltà nel mondo e superamento delle suscettibilità e delle grettezze nazionalistiche, circolazione che nel Bongioanni era retaggio del cosmopolit- Cfr.

Gli albori della coscienza nazionale, che si esprimevano nel Bongioanni, come nella non vasta cerchia dei piemontesi unitari del , segnavano, anche per questo, il momento di transizione dall'universalismo razionalistica settecentesco al binomio, nazione-umanità, dell' ottocento. On assurait meme que Joubert était déjà en route et on marquait le jour dans lequel il devait etre à Turin.

Il concerta meme avec queiqu'un des plus intimes patriotes l'exposition que j'aurois à faire des désordres de notre malheureux pays, et de la manière d'y pourv01t. Je partis sur mon petit et jeune cheval, averti d'avance par l'ami Vescovo que j'aurais eu bien de la peine à en tirer parti.

Mais comme mod dessein c' é tait d'aller seulement jusqu'à Sant'Ambrogio, je crus de pouvoir profiter de cette monture. Malheureusement j'eus la sorte de faire presque tout mon chemin à pied, car le cheva! Je restai à Sant'Ambrogio deux jours et trois nuits, dans cette inutile attente. Je passais mon temps à lire l'henriade de Voltaire, l'ayant portée dans ma poche, et laquelle malgré ce qu'en disent les Français je ne trouvais nullement comparable aux chefs-d'oeuvre de Virgile, du Tasse et de Milton.

Au bout du second jour, étant à mon auberge près du feu car il faisait froid encore je vois arriver une multitude d'offiders Français, qui venaient de Genève et de Strasbourg.

C'est par eux que j'entendis les revers essuyés par l'armée du Rhin. Ils ignoraient tout-à-fait ce qui venait d'arriver en ItaIie, comme j'ignorais moi-meme que les désastres des Républicains fussent si grands et si générals. Parmi ces offiders, il y en avait un avec lequel je fis une liaison plus particulière. Il était logé à une autre auberge, mais il s'était rendu au mien pour jouir de la compagnie. Il m'invita à baite une bouteille, et nous allames, à cet effet, à son logement, OÙ il me disait que le vin était meilleur.

Tandis que nous causions ensemble, et que j'augmentais avec lui d'amitié et de connance, je jugea à propos de lui découvrir le sujet de mon voyage, en m'informant de lui si véritablement J oubert était destiné pour le Commandement de l'armée d'italie.

Et lui, repondant à son tour à ce trait de franchise, me dit qu'il venait de Paris, où il avait été envoyé par Championnet, dont il était Aidecamp: Les choses étant dans ce état je resolus de m'en retourner à Turin, en profitant de la compagnie de l'offider que je viens de nommer.

Je fus étonné par route de rencontrer une si grande quantité de militaires débandés, qui étaient dirigés envers la France. Mais ma surprise a été bien plus grande lorsque j'arrivai à Turin. Mon Français compagnon de voyage n'était alarmé que pour son équipage, l'embarras de sauver son cabriolet parmi les montagnes et la difficulté de trouver un bon logement dans une ville si remplie de troupes, d'étrangers et d'espions, tei qu'il était Turin à cette époque. Je le tirai moimeme de ce dernier embarras, en lui procurant du Bureau de PoIice des billets en blanc, que nous pouvions rempiir à notre fantaisie.

Nous roulàmes ensemble toute la ville pour trouver un endroit qui ne fùt pas eneore occupé. Enfin nous nous arretames à la maison Salmour ex Gouverneur de Turin, qui malgré toute l'opposition de sa part, de celle de sa femme et de ses domestiques, fut contraint de loger l'officier Français et de retirer son équipage.

Le lendemain, je fus à trouver mon compagnon de voyage qui me fit un long étalage de son ancienne famille, de sa carrière militaire et de l'intime Nous devions y aller le iour suivant, mais le torrent des affaires m'empècha de revoir Alain et le Général Championnet. La vilie de Turin, encombrée de chariots, de fourgons, de voitures et de carrosses offrait alors un double spectable de ioie et de tristesse.

Les patriotes et tous les gens de bon sens étaient alarmés du sort de la patrie, de soi-mèmes et des malheurs qui suivraient de près l'entrée de l'ennemi en Piémont; tandis qu'on lisait sur le visage de l'aristocrate une allegresse prématurée, qu'il lui était impossible de cacher malgré tous ses efforts. Ce phénomène se présente principalement à mes yeux le soir que ie fus hors de la Porte Palais, avec le citayen Bonvicini de Cental et un Offider français qui était logé chez le liquoriste Dalmazzo, à voir la retraite de l'armée et la fuite en désordre des Cisalpins.

Nous vimes une quantité de gens qui avaient resté totalement ignorés pendant la révolution du Piémont, se reiouir sans ménagement d'un spectacle décbirant pour taut ame sensible.

Je suis rentré dans Turin le coeur navré de tristesse, et i'entendis un sourd bruit que les Autrichiens s'étaient avancés à Verceil et à Novara et que le Directaire Cisalpin, qui était logé au Couvent de St. Philippe se disposait à prendre la route de France. Dans ces extremités les Patriotes désespérés couraient par les rues comme des énergumènes, et demandaient à grands cris que l'on ouvrit l'adunanza Patriotica et qu'on format la ainsi-nommée Légion Sacrée, dont les articles d'organisation avaient été dressés avec 3qtant de perspicacité que l'éloquence par l'avocat Riccati l'ainé.

Le Général Grouchy ne balança pas un instant à approuver une mesure qui pouvait dans ces momens critiques le reconcilier dans l'esprit des Patriotes et qui d'ailieurs ne servirait qu'à perdre délinitivement ces derniers.

L'assemblée étant ouverte, ie m'y rendis avec plusieurs autres Républicains. Je fus demandé à la Tribune, OÙ i' en lis un impromptu analogue aux circonstances, qui était interrompu par des cris forcénés de: La République ou la Mort!! On me remit ensuite la proclamation de Grouchy qui venait de paraitre au suiet de la Légion Sacrée. Je'n lis lecture au peuple, qui m'invita à la lire en italien, ce que ie lis sur le champ. Comme la dite proclamation portait de prendre des mesures avec la Municipalité, qui choisirait deux individus entre ses membres ou hors de son stin pour conscrire les noms des Volontairs, ie fus moi-mème député avec l'avocat Ratta, pour aller à la Municipalité.

La Municipalité était depuis plusieurs iours en état de permanence. On s' occupait des mesures à prendre et des moyens de s'acquitter des demandes outrées de la part des Généraux Français. L'accueil qu'on nous lit a été vraiment républicain. On nous invita à nous asseoir à la table, OÙ ie lis un di- Appendice scours en italien par lequel je déclarais la cause de notte mission, et je présentais ensuite la proclamation du général Grouchy sur laquelle était basée notre demande.

Le Président me répondit avec un discours analogue qui contenait des traits marqués de politesse à mon égard, et comme il s'agissait de nommer deux Commissaires pour la conscrition, Bongioanni-Castelborgo' a été choisi parmi les Municipalistes, auque!

On nous décora tout de suite d'un ruban tricolor,- -qu'on fious -mit au bras gauche, et avec cette devise nqus revinmes à l'université, où nous fumes reçus par des cris multipliés de Vive la République! I Nous ouvrimes tout de suite un Régistre de conscrition, dont un double se tenait à la porte de la cour.

On ne pouttait assez exprimer l'enthousiasme patriotique de cette ieunesse bouiliante. J e dirai seulement qu'en moins de trois heures plus de trois cents personnes s'étaient déià signées. C'est un problème que je ne voudrais resoudre Je fus le soir au théatre' que ie trouvais rempli de monde plus qu'à l'ordinaire: Les airs patriotiques 3 y étaient demandées avec un te!

Nous parlames, entre autre chose, de la question s'il convenait d'émigrer ou de rester à Turin. Ormea, Castelborgo et moi, nous étions du premier avis; tandis que Vial, Colla et les autres croyaient une betise ou une faiblesse de quitter ses propres foyers. L'effet a fait voir ceux qui ont été les plus philosophes. En sortant de la loge, Giobert et Castelborgo me prièrent de dresser une proclamation au peuple pour en allumer l'enthousiasme. Comme on me disait la chose fort pressante, j'allai dans la boutique de Café, où j'ai jété sur le papier les premières idées qui s'étaient présentées à ma fantaisie.

Le mode dont elle était conçue ne deplaisait pas à Giobert: Santorre Santarosa, Documenti sulla Rivoluzione Piemontese [n. L'image archetype de mes revers se peignait à ma fantaisie comme celle de ses souffrances se présentait au N azaréen dans le jardin de J etsémani. Je me rendis le lendemain à l'université, OÙ je trouvai mon collègue Castelborgo.

Mais cette dernière mesure, discutée dans un cercle, a été rejétée par je ne sais quelle raison. Je erus alors de la dernière importance de s'assurer cles cahiers de régistration, pour que les norns des conscrits ne tombassent dans les mains de l'ennemi. Comme je ne voulais devoiler à tout le monde le mystère, par le moyen de quelqu'un de mes plus intimes, je pris de telles mesures que les régistres on été mis ed sureté. En attendant les affaires guerrières empiraient toujours davantage et déjà les plus pusillanimes s'empressaient de quitter Turin, crainte d'ètre surpris par l'ennemi.

Nous padames à la hate de quelques affaires domestiques, et sur mon particulier mon frère me conseilla de tenir la mème conduite que dans l'affaire d'avogadro, c'est-à-dire de ne pas quitter le Piémont mais de rouler d'un pays à!

J'étais interdit sur le parti à prendre: Dans le petit trajet de notre maison à la Rue Neuve, nous mèmes [vùmes? Parmi tous ces alarmes j'étais obsédé sans cesse par des billets et des messages de Fantoni, emprisonné à la Citadelle, qui demandait à etre élargi pour ne pas tomber dans les mains des Austro-Russes.

L'avocat Mattej de ma commission en avait déjà fait motion à l'adunanza Patriottica. Le peuple s'était prononcé avec enthousiasme pour qu'il fùt mis en liberté.

Les citoyens Huss et Mattej furent députés à cet objet au Général Grouchy, mais la reponse fut: La pluie tombait à verse; j'étais mouillé, fatigué, hors d'haleine, et Madame Revelli' ne laissait pas un moment de repos ni à moi ni à Mattej. J'étais satisfait de pouvoir embrasser encore une fois mon ami. J e fus pour voir Madame Revelli que je ne trouvai pas chez elle.

Le lendemain matin j'étais encore au lit, et Angiolino Rossetti avec l'avocat Martelli vinrent me trouver. Nous primes le parti de quitter Turin. Rossetti m'offrit de m'accompagner, avec une partie de jeunes gens qui partiraient le lendemain; je me reservai de faire une reponse sur cet objet. Je sottis avec Martelli, et nous nous rendimes chez l'avocat Riccati. Riccati était encore au lit: Nous fimes mille divers projets, auxquels tout à tour nous mèlions des plaisanteries, tant il est vrai que toutes les extrémités se touchent et qu'on rit quelquefois pour désespoir, comme un grand plaisir nous fait tomber des larmes.

Mais tout parti pris en tems de trouble est illusoite; les promesses s'évanouissent, comme les vagues de la mer viennent se briser contre la terre. En effet, de ces trois compagnons inséparables, l'un est à Marseille, 1'autre à Turin, et le troisième, à ce que je crois, est à Paris.

Le matin mème je fus à l'arsénal voir l'ami Derossi: Le Général Fiorella venait d'arriver à Turin, et il avait remplacé Grouchy dans le commandement de la Citadelle; ce qui allumait encore un rayon d'espoir dans les - coeurs des patriotes5, 4 Probabilmente una delle tante amanze di Labindo, moglie di V. Revelli di Torino, famoso pei suoi Quadri allegorici in prosa, in cui si scorge molta fantasia, un amore esagerato dei chiaroscuri, stile tronfio e strascicato, ma un certo buon senso politico.

On ne nt que débiter de virulentes bètises, qui n'aboutissaient à rien. L'après-diner je fus à la Municipalité prendre un passeport, qui m'a été déli: MalS j'entendis par quelgu'un gu'il fallait un passeport de l'administration Départementale.

Je suis allé au Palais du Gouvernement OÙ il y avait une foule innombrable d'emigrans, et le Bureau des Passeports 'tait en permanence. Pour une plus prompte expédition, on se faisait réciproguement les passeports, gu' on portait ensuite en signature. J e me rappelle à ces propos la plaisanterie gue je ns à l'égard de l'avocat Andreoni, dont en tracant le portrait je l'ai signalé d'une manière très ridicule, et il en a été bétement satisfait.

Tout muni de ma charte et absolument décidé de m'expatrier, je passai pour dire adieu à J acynthe Derossi, le plus cher et le plus intime de mes amis. Les momens devenaient précieux et j'étais impatient de finir un entretien dont je n'aurais pu soutenir la durée, guand Jacynthe me demanda si j'avais de l'argent pour mon voyage.

Tandis gu'il parlait ainsi, sa soeur Angelina me glissait entre Ies mains une petite bourse avec guelgues louis d'or, en me marquant de la cacher adroitement pour gue son vieux ne tera in data 29 germinale, anno IV 18 aprile , ma invano. Bonaparte, Berthier e Saliceti, gli successero, ed il forte di Ceva cedette poi in virtù dell'armistizio di Cherasco [n. Il voulait me persuader à demander un brévet au Général Grouchy, en m'assurant qu'il avait de la bienveillance pour moi.

Mais cette démarche, avec tout ce qui c'était passé, me paraissait une espéce d'humiliation et d'ailleurs je n'était nullement imcntionné de suivre l'armée [ I Il conte Wianson, conte di Mombasiglio, commerciante e filatore in seta, era uno dei più ricchi torinesi di quel tempo [n. Le père allait déjà se méler à notre entretien, guand je demandai de sortir en disant gue je serais revenu avant mon départ de Turin.

Mais en guittant ce séjour de l'amitié je ne savais gue trop que je ne reverrais sitot les objets chéris de ma reconnaissance! Ainsi ma séparation d'avec moi ami chéri J acynthe semblait tenir presgue à l'indifférence, comme celle gue j'avais fait le matin d'avec la vertueuse Balochi, qui dans son coeur m'accuse presque d'insensibilité, comme j'entendis par elle-mème au mois d'octobre, que j'eus le plaisir de la revoir à Chambéry.

Je sortis de la maison Derossi avec le vieux père, qui me faisait sans ménagement le panégyrigue de l'aristocratie gui, me disait-il, aurait rendu le crédit il ses livres de la Pratica Legale, de Théologie et de Mysrigue, dont le commerce avait été ruiné par le Gouvenement Républicain gui pour cela aurait mérité d'étre foudroyé à son tour par un punition du Tout-Puissant.

J'écoutais en silence toutes ces plaintes outrageantes, tandis que nous arrivames à la boutigue de son perruguier Carlin, OÙ je devais me faire mettre une gueue feinte, pour me garantir dans le voyage de la fureur des paysans.

Vous serez ennn satisfaith,. A gui le père Derossi ne repondit gu'en lui imposant silence. Ensuite le perruguier, se tournant envers moi: Vous désirez vous parer d'une gueue, pour ne pas essuyer les mépris de la canaille aristocrate.

Pour combien en voulez-vous? En sortant de la boutigue, le perruguier me recommanda d'ètre toujours patriote malgré les facheux événemens et de lui envoyer de mes camarades qui eussent besoin de la queue, en me disant qu'il en tenait de tous les prix et de toutes les mesures.

J'ai rencontré sous les arcades de Po les deux professeurs Regis, auxguels je demandai s'ils comptaient de guitter Turin en guel cas nous nous serions fait compagnie. Je leur ns voir gue dans le cas gu'ils voulussent partir il ne fallait pas perdre temps, par rapport gue les routes seraient infestées par les brigands gui ne mangueraient de pronter de l' occasiono Nous nous donnames le rendez-vous au Café Pezza. Je Ies trouvai là sur Mais l'abbé Regis avait déjà changé d'avis, en me disant qu'il ne pouvait soutenir une marche à pied; qu'il croyait n'avoir rien à risquer, puisqu'ils n'avient jamais été révolutionnaires.

Et comme je lui rappelais son oraison virulente où notre dernier Roi n'était pas épargné, il eut la lacheté de me repondre que des Orateurs ainsi que les Pottes n'avaient point d'opinions à eux, mais qu'ils servaient aux temps En sortant du Café le Théologien Regis voulut que nous passions à quelque auberge pour demander le prix des voitures.

Nous passames donc, avec deux officiers de la solde, aux T rois Couronnes et à St. Marc, et ces voituriers déhontés ne balancèrent pas à nous demander 12 louis par tete pour aller jusqu'à Savillan!

Nous restames d'accord avec le Th. Je renfermai tout mon équipage dans mon coffre, dont une def je garda dans ma poche et l'autre je remis à mon frère Dominique.

Je descendis ensuite chez Mr. Morelli OÙ il y avait Mr. Je recommandai, tant à Morelli qu'à Viansson, ma maison et mon jeune frère en leur disant que probablement j'allais partir de Turin. A' quoi je repondis: Vous pouvez bien me donner d'excellentes leçons en commerce: Je fus ensuite chez Madame Revelli, pour entendre des nouvelles de Fantoni. Elle n'y était pas, étant encore à la Citadelle, pour donner les derniers adieux à son ami, qui, au lieu d'etre élargi, comme Grouchy paraissait avoir promis, devait partir, d'ordre de ce Général, la nuite meme pour Grenoble, en qualité de prisonnier.

J e fus fàché de cette nouvelle affligeante et je me retirai chez moi, OÙ malgré tous les revers et les alarmes, j'ai dormi et r ai passé une nuit tranquille. La raison en est que, mon parti étant déjà pris, il me paraissait d'avoir diminué le fardeau de mes malheurs. Je fus reveillé le matin par Angiolino Rossetti, qui venait me presser de pattir, les camarades étant déjà prèts au Café dans la Rue Neuve.

Dans l'idée que Fantoni fut parti la nuit pour Grenoble, j'envoyai mon frère Dominique à la Citadelle avec un billet au Citoyen Tressier, Adjudant Major, pour retirer un matelas et plusieurs autres objets qui étaient à moi, et que je ne voulais pas livrer aux Autrichiens. En Peu de temps il fut de retour, et je fus charmé d'entendre que Fantoni n'était pas encore parti; qu'il avait demandé en pleurant de mes nouvelles, se plaignant de ne pouvoir plus me voir.

J e priai mes camarades de voyage de m'attendre, et je courus avec le plus grand empressement, en compagnie de Pierre Riccati, pour dire adieu à mon cher compagnon de prison. Mais quel a été mon regret, lorsqu'arrivé à la Citadelle, je ne le trouvai plus!

Je me dirigeai vers la porte de secours pour en sortir, mais la sentinelle me le refusa sans un billet du COmmandant. Le retard d'une demi-heure m'a été occasionné pour obtenir la permission.

En sortant de la dite porte de secours, j'observai avec Riccati qu'il n'y avait nulle disposition vigoureuse pour soutenir la piace; qu'il y avait très peu de canons, et que les ouvrages dont on s'occupait à l'entour de la piace étaient languissans. Sur le chemin de Rivoli je rencontrai Madame Revelli, qui venait d'accompagner son ami.

Mais dès que j'y fus arrivé je ne trouvai personne, étant meme les portes de l'auberge badées et barricadées. Il nous est arrivé qu'en demandant à un voiturier, qui conduisait une carrosse vide, à qui il appartenait, il nous repondit en fouétant à grande force les chevaux, et en les faisant écarter de la route aussitat qu'il put attraper une traverse. Peut-etre croyait-il que nous allions la mettre en réquisition!

Arrivé à Turin, j'entendis que Moreau y avait établi son quartier général, et je lis sa prodamation, dans laquelle il démentait le bruit repandu que les Français allaient quitter entièrement l'italie. Elle m'en offrit une piace; mais en envoyant reconnaitre chez le voiturier, il se trouva que toutes les places étaient déjà occupées. Je suis allé dans la Rue Neuve au Café où j'avais laissés mes camarades, pour partir avec eux; et il y avait plus d'une heure qu'ils étaient partis, fatigués de m'attendre plus longtems.

Il fallait donc m'en aller tout seulo Tandis que je prenais une orzade avec un petit pain, et que je me reposais un instant de la promenade violente que je venais de faire, j'entendis débiter des heureuses nouvelles: J'avais laissé commission à mon frère Dominique de m'envoyer ce qu'il me faudrait de Unge, n'ayant porté avec moi qu'une eravate, un pair de bas et un pair de souliers usés.

J'avais sur moi un frach de couleur violette mélangé, un gilet de casirnir rouge marqué de noir, pantalons bleus, demibottes et chapeau rond. Un jeune homme que je trouvai au Café, et que je reconnaissais de physionomie par un garçon négociant, voulut absolument m'accompagner pour une partie du chemin. Sa taille était médiocre, son visage blanc, les yeux bleus, les cheveux blonds, la physionomie belle et intéressante, l'age environ vingt ans, l'habit couleur de feuille morte. Je ne pourrais assez exprimer l'empressement que ce jeune homme prenait pour moi.

Il me serrait de tems en tems la main avec une amitié melée de tendresse, et dans ses discours il me donnait taus les témoignages du vif intéret qu'i! Il me paraissait meme Républicain, mais en matière politique il me parlait avec une reserve qui devançait son age.

Telles étaient les marques de connaissance amicale que ce jeune homme me donnait, que je n'osais pas meme lui demander son nom quoique je l'ignorais absolument. A' ce que je puis comprendre il était très lié avec mon frère Dominique et mon neveu Charles-Antoine.

Comme c'était avec un extrème regret que r avais quittés ces deux enfants dans des moments si eritiques, je priai mon jeune ami, dans lequel je eonnus une sagesse précoce, de vouloir s'intéresser à leur position et les aider de son amitié. Il me promit de ne les point abandonner et, pour plus grande sùreté, d'aller toutes les nuits à dormir chez eux. Cependant nous nous éloignions de Turin, et j'avais déjà conseillé à mon Appendice aimable garçon de revenir sur ses pas pour ne pas trop se fatiguer.

C'est avec le plus grand regret que nous nous quittames tout près de la Loggia. MINI Agile, versatile, elettrizzante: NIKE Jordan brand welcomes chinese basketball sta…. NIKE All conditions gear: La nuova BMW Serie 1.

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